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16 giugno 2019

Conegliano

Prima il padre e poi il figlio finiscono nella stessa truffa e perdono 40mila euro

Erano stati invogliati dalla promessa di rendimenti molto alti

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carabinieri

ORSAGO – Padre e figlio versano 40mila euro ad una società d’investimenti credendo di fare un buon affare, ma invece perdono i loro soldi. I carabinieri di Cordignano hanno appurato come fossero finiti nella ragnatela di una società d’investimenti che fa capo ad un 44enne veneziano, già detenuto in carcere, che è stato denunciato anche per questa truffa. Le indagini sono iniziate ad ottobre 2018, dopo la denuncia di due uomini, padre e figlio, nei confronti della società di cui il 44enne era titolare.

 

I due hanno riferito ai carabinieri che a marzo 2017 erano stati incoraggiati nell’investimento da un venditore di materiali che si era presentato nella loro ditta di Orsago per proporre dei prodotti. Con lui si era instaurato negli anni un rapporto di fiducia, per cui, pur coi dubbi iniziali, col passare del tempo si sono fatti convincere. Durante l’incontro col padre quest’ultimo ha suggerito un affare finanziario legato ad un suo conoscente, a suo dire vantaggioso in termini economici e con buoni guadagni, riconducibile ad una società estera esterna rispetto al circuito interbancario.

 

Dopo la titubanza iniziale e passato un certo periodo l’uomo si è convinto ed ha contattato un broker che lavorava per la società d’investimenti di cui era titolare il 44enne denunciato, fissando un incontro. Si sono visti nel mese di maggio 2017 ed il broker ha spiegato all’uomo nel dettaglio le modalità dell'investimento, quindi i versamenti, i guadagni e l'eventuale storno nel suo conto corrente di quest'ultimi. Allettato da tutte le informazioni ricevute, il titolare della ditta si è deciso a sottoscrivere il contratto con la promessa che avrebbe versato una somma iniziale di 15mila euro, che avrebbe lasciato gestire il fondo e che i guadagni venissero posti a cumulo del capitale iniziale.

 

L’uomo di Orsago in sede di denuncia ha precisato che il giorno in cui aveva fatto eseguire il bonifico aveva ricevuto la visita del broker, il quale, dopo aver osservato la bontà del documento bancario che gli era stato sottoposto, gli ha chiesto se poteva installare sul suo telefono cellulare un link che gli avrebbe permesso, quando lo desiderava, di osservare i movimenti del suo fondo, gli andamenti e relativi guadagni. Nei giorni successivi l’uomo ha osservato dal suo cellulare gli andamenti constatando che i guadagni erano sempre in positivo, e quindi era felice del suo investimento, tanto che qualche giorno dopo, dava, in accordo col broker, disposizione di eseguire un altro bonifico da 15mila euro nei confronti della società d’investimenti, visto che i guadagni erano veramente favorevoli.

 

Ha quindi deciso di sottoporre la questione a suo figlio, il quale, allettato da una prospettiva di forte guadagno, ha deciso di aderire al fondo d'investimento, e verso i primi giorni di ottobre 2017 ha incontrato il broker sottoscrivendo il contratto. Ha concordato di versare 10mila euro, dando indicazioni che sarebbe stato il fondo a gestire la somma, e che i successivi guadagni dovevano essere posti a cumulo del capitale iniziale. Anche al figlio è stato installato un link nel suo cellulare per il controllo dell'andamento del fondo e poteva riscontrare che i guadagni erano in positivo.

 

Circa un anno dopo, a settembre 2018, apprendendo dai giornali che il 44enne era stato arrestato dalla Finanza con l’accusa di aver truffato 3mila clienti e rendendosi conto che era il titolare della società d’investimento a cui avevano affidato i loro soldi, hanno chiamato il broker, il quale però ha minimizzato. Ha infatti detto che i broker della società si erano incontrati presso l’abitazione del titolare per festeggiare, visto che la sua posizione era stata mitigata e che tutto si stava risolvendo. Padre e figlio a quel punto hanno contattato il venditore di materiali che inizialmente aveva proposto l’investimento e quest’ultimo si è dimostrato dispiaciuto perché avevano perso i soldi, proponendo loro di rivolgersi ad un legale che stava già assistendo numerose persone truffate.

 

Al momento non sono riusciti a recuperare i 40mila euro versati. Attualmente sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri per valutare responsabilità anche da parte del broker e del venditore di materiali che aveva proposto l’investimento.

 

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