22 settembre 2019

Vittorio Veneto

PRIORITARIAMENTE GLI IMMIGRATI CATTOLICI

Sono 4.500 nella diocesi di Vittorio Veneto

Claudia Borsoi | commenti | (9) |

Vittorio Veneto – La nota pastorale per l’anno 2010 “Comunità cristiana e immigrati” pone un’attenzione prioritaria ai fratelli di religione cristiana cattolica, 4.500 dei 40.000 presenti in diocesi (abitanti totali 333.500 circa). “Offre indicazioni” si legge nell’introduzione della nota curata dal Vescovo Corrado “riguardanti l’accoglienza degli immigrati cattolici”. Ma come accogliere le restanti 35.500 persone di altre fedi? Non è forse lo stesso, l’atteggiamento che un cittadino o un cattolico dovrebbero avere nei confronti degli immigrati, indipendentemente dal loro credo?

Il Vescovo ha chiarito che ogni immigrato va accolto nella società, ma nella comunità cristiana è prioritario abbracciare i fratelli cattolici, che spesso venendo qui trovano una "freddezza" che non si aspettavano. E che - ha detto mons. Pizziolo - sarebbe bene mettere da parte, per non correre il rischio che gli extracomunitari cattolici aderiscano ad altre forme di confessione (come quelle degli evangelici o degli avventisti).

Un altro aspetto che caratterizza la nostra società, e riscontrato anche dal Vescovo Corrado, è la difficoltà che i giovani d'oggi hanno nel fare scelte di vita coerenti con il battesimo, scelte di vita, come il prendere i voti o sposarsi, che implicano un passo definitivo, quel “per sempre” che è sempre più raro sentire.

 



Claudia Borsoi

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Ammazza, il vescovo deve essere un gran furbone, dare priorità (che poi che vuole dire nel concreto, bho?) ai cattolici magari anche per attirare delle new entry che si possono vendere/comprare in nome dei bisogni primari?

Quando la carità cristiana si lega a politiche commerciali attuate dai cosiddetti uomini di chiesa, ecco che razza di sparate escono, sparate che nulla hanno a che vedere con la religione in quanto tale, ma solo con le storpiature ben assurde che gli uomini sono capaci di fare.

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La Caritas, la San Vincenzo e altre associazioni cattoliche sono le prime a prodigarsi per aiutare tutti gli immigrati, cattolici e non che si rivolgono ad esse, lo stato non esiste.
Il vescovo in questa nota vuole concentrare l'attenzione sui fratelli cristiani. E' come quando i veneti emigrano in Canada e la comunità veneta già presente accoglie i propri consanguinei. Mi sembra un invito corretto

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e dopo Scottà, Zaia, Maroni, ecc ecc ecco la critica a Sua Eccellenza (nato a Treviso se non sbaglio e misteriosamente Ns Vescovo.........).
Chi sarà il prossimo? Ai posteri l'ardua sentenza......
Saluti da Costa

Ps saluti all'amico da Meschio "che nol se ofende n'altra volta"

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Non sono l'amico da costa, ed è pur vero che la vita per essere vissuta senza impazzire bisogna anche (anche, e quindi non solo) prenderla non troppo sul serio.
Ma di fronte a tranvate pubbliche bisona pur reagire.
Guarda che i signori politici per fare il loro lavoro guadagnano bei dindi indipendentemente dal fatto che nel concreto siano capaci di fare il loro mestiere.
Stessa cosa per gli uomini di chiesa.
Quindi, a fronte di fesserie, che sono tali a chiunque abbia il coraggio e sia in assenza di pregiudizi, di guardare quel che succede, le critiche non solo sono utili ma assolutamente necessarie.
Cos'è, gli uomini politici e di chiesa non possono sbagliare? Certo che possono, e chi li "segue" ha tutto il diritto di far presente i loro errori (in buona o cattiva fede che siano), magari nella speranza che qualcosa imparino.
Non ti preoccupare, che nessun uomo politico (e quindi anche della tua cara lega) e nessun uomo di chiesa "ufficiale" morirà mai di fame o di stenti.
Loro hanno il dovere di educare ed insegnare, non ti fare e sparare fesserie, confidando nell'ignoranza e nel sonno della gente comune, che di quelle cose non vuole impicciarsi.

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Credo che il tempo delle interpretazioni delle parole degli uomini di chiesa sia finito da un bel pezzo...
Siamo nel 2010 ed è giusto esprimersi in modo chiaro, e il vescovo lo ha fatto, e non mi pare proprio nella direzione che tu cerchi di evidenziare.
Considerata la provenienza degli immigrati e il motivo per cui lasciano i loro paesi, sindacalizzare su una migliore accoglienza dei cattolici rispetto agli altri, per me rimane una gran bella gaffe, ammesso che di gaffe si tratti.

Ah, poi non è giusto dire che lo stato non fa nulla, visto che la chiesa ha bei trasferimenti dallo stato, e quindi mi pare normale che parte di questi poi siano indirizzati alle varie caritas di turno che cercano di amministrarli. Fra l'altro, non tanto concedendo direttamente sussidi economici a chi ne avrebbe bisogno, ma usando i fondi come garanzia per dei microcrediti concessi da parte delle banche locali. Banche che ovviamente non concedono i prestiti ad interesse zero, ma ad interesse definito "agevolato", insomma, accontentandosi di guadagnarci di meno...
La caritas entra in gioco con i suoi fondi solo nel momento in cui il prestito non viene rimborsato per cause varie da parte di chi l'ha contratto (problemi con il lavoro e "sparizione"), in questo caso caccia fuori i dindi in modo che la banca rientri del prestito concesso.
Insomma fa da garante, punto.
Per il resto, solo tante chiacchere ben poco utili nei frangenti critici delle persone che ci bussano, al massimo la promessa di qualche preghiera... :-)

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No comment, per rispetto a tutti i volontari cristiani che dedicano gratuitamente il loro tempo ai bisognosi e per tutti i poveri cristiani che fanno offerte per i quelli che stanno peggio.
Sai per caso quanti soldi hanno raccolto in questi giorni le offerte dei fedeli per i terremotati di Haiti? E ogni volta che c'è una necessità? Banco alimentare ti di dice niente?
Ma a te basta solo criticare. Vai a dormire che è meglio.

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Parlo per esperienza diretta, punto.
E dal tuo commento vedo che non hai capito di cosa ho parlato.
Cos'è, conoscere anche i lati "oscuri" della carità dà fastidio?

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Il vescovo si riferisce nell'accogliere gli stranieri cattolici nelle COMUNITA' CATTOLICHE, non nell'accoglienza degli immigrati in generale. Leggete bene. In pratica far partecipare i cattolici a messa e nelle attività parrocchiali coinvolgendo anche i cattolici stranieri, ma NON HA NULLA A CHE VEDERE CON L'ACCOGLIENZA DEGLI IMMIGRATI DI QUALUNQUE FEDE SIANO. Non è interpretare le parole, è scritto chiaramente. Poi interpretatela come volete in modo distorto.

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Continua a non essermi chiaro a cosa si riferisca la priorità nell'abbracciare i fratelli cattolici.
Se uno dice priorità vuole dire che c'è qualcosa che viene prima di altro, bene, di cosa si tratterebbe?
Perché nella tua spiegazione non vedo che c'entri un discorso legato alla priorità.

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