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18 luglio 2018

Castelfranco

Processo Veneto Banca, risparmiatori protestano: sputi e insulti a Lanza

L’ex presidente presidente preso di mira all’uscita dal Tribunale. Il pm di Treviso chiede consulenza su insolvenza

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CASTELFRANCO/MONTEBELLUNA - Potrebbe essere una consulenza tecnica chiesta oggi al giudice di Treviso Antonello Fabbro dal pubblico ministero Massimo De Bortoli a stabilire se la ex Veneto Banca, al momento della messa in liquidazione e del passaggio al gruppo Intesa SanPaolo, il 25 giugno dello scorso anno, sia stata o meno insolvente.

 

L'istanza è stata presentata oggi nel corso di un'udienza alla quale ha presenziato l'allora presidente, Massimo Lanza. In particolare il magistrato dovrà chiarire se la banca sarebbe stata in grado di onorare l'emissione obbligazionaria emessa 10 anni prima nella data fissata per la sua scadenza, cioè il 21 giugno 2017. Così non fosse i vertici dell'istituto potrebbero essere perseguiti anche per il fallimento della banca.

In questo caso, i termini per la prescrizione dei reati - e dunque per la possibilità dei risparmiatori "azzerati" dal crollo dei titoli in loro possesso di rivalersi sui responsabili - si sposterebbero molto in avanti, concedendo ai danneggiati maggiori speranze di ottenere una riparazione. Sull'istanza Fabbro si è riservato di decidere.

 

All'uscita del Tribunale si è registrata una protesta con insulti e sputi nei confronti di Lanza, nonostante quest'ultimo sia stato, a differenza dei suoi predecessori, il presidente firmatario dell'avvio di un'azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori. Lanza, nella primavera del 2017, gestì anche la fase dell'Offerta pubblica di transazione (Opt), attraverso la quale poco meno del 70% dei titolari di azioni accettarono una "pacificazione" verso l'istituto a fronte di un importo pari al 15% del valore perduto con la svalutazione dei titoli.

 

I contestatori protagonisti della manifestazione, circa una trentina, sono riferibili alle associazioni coordinate dal sacerdote veneziano don Enrico Torta e dall'avvocato trevigiano Andrea Arman.

 

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