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24 marzo 2019

Lavoro

Professioni: Bonafede, 'consulenti lavoro centrali in gestione crisi impresa'.

AdnKronos | commenti |

Roma, 7 feb. (Labitalia) - “La crisi di impresa, oltre al profilo strettamente patrimoniale e gestionale, coinvolge rapporti di lavoro su cui si basa l’intera struttura aziendale. Non va dimenticato che l’imprenditore è anche un datore di lavoro. La professionalità dei consulenti del lavoro trova, peraltro, conferma nell’ampio ventaglio di funzioni che gli stessi possono già essere chiamati a svolgere: ricordo la possibilità di patrocinare vertenze davanti alle commissioni tributarie, di essere nominati commissari liquidatori o sindaci di società commerciali”. Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha risposto oggi all’interrogazione parlamentare, presentata dalla senatrice di Forza Italia, Donatella Conzatti, in merito all’affidamento delle funzioni di curatore e di liquidatore ai consulenti del lavoro con la riforma della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

"La posizione della senatrice Conzatti -si legge in una nota del Cno Consulenti del lavoro- è evidentemente figlia di non esaustiva conoscenza del mondo delle professioni. Sfugge infatti che per accedere al tirocinio professionale per svolgere la professione di consulente del lavoro è necessario possedere la laurea in giurisprudenza, economia o scienze politiche. E che gli esami di Stato sono regolati da un decreto ministeriale che prevede tra le altre materie, anche diritto privato, diritto tributario, diritto pubblico, diritto penale, ragioneria, formazione bilancio".

"E proprio in virtù di questo percorso formativo e abilitativo sono già proprie dei consulenti del lavoro competenze in materia di gestione di crisi aziendali (commissari liquidatori di società cooperative), di certificazione contabile (cd. visto pesante e leggero), di rappresentanza e assistenza tributaria (presso le Commissioni Tributarie e presso gli Uffici finanziari), di intermediazione telematica fiscale, di revisione contabile. Non a caso il Regolamento per la formazione continua obbligatoria, approvato dai ministeri vigilanti (Lavoro e Giustizia), ricomprende tra le altre materie oggetto della formazione degli iscritti: le procedure concorsuali; scioglimento e liquidazione delle società; diritto commerciale con particolare riferimento all’imprenditore, all’impresa e alle società; bilancio d’esercizio; ragioneria generale e applicata", conclude la nota.

 



AdnKronos

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