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17 luglio 2018

Treviso

Profughi, la Prefettura sulla Bandiola:"Solo 4 persone in esubero"

L'ente risponde alle polemiche sul numero di richiedenti asilo ospitati :"A Ponzano ce ne sono 46"

Isabella Loschi | commenti |

PONZANO - Dopo settimane di tensioni e polemiche per l’arrivo di altri profughi all’ex casa di riposo “La Badiola” a Merlengo di Ponzano, la prefettura smentisce il Comune sulla capienza. La prefettura infatti ha reso noto che la Badiola può ospitare 23 persone, e che le perizie affermano che l’impianto fognario è sufficiente per 10 “abitanti equivalente”.

“Il parametro dell’“abitante equivalente” - spiegano dalla prefettura - non corrisponde a a quello della singola persona fisica essendo fondato su elementi tecnici di calcolo complessi che tengono conto di molteplici fattori. Sulla base di relazione redatta da tecnico abilitato iscritto all’Ordine degli Ingegneri di Belluno che l’ente gestore ha recentemente inoltrato agli atti del comune di Ponzano Veneto, è stato chiarito che l’attuale temporanea presenza di 20 persone nella struttura di cui si discute, è compatibile con il numero di abitanti equivalenti consentito dall’autorizzazione allo scarico”.

La Prefettura ha inoltre sottolineato che al momento la quota del comune di Ponzano in base alla popolazione residente è di 42 unità. Al momento il comune ospita 46 persone di cui 10 rifugiati nell’ambito di un progetto Sprar comunale e 13 cittadini eritrei, proprio all’interno dell’ex Badiola, per i quali sono state avviate le procedure per la relocation. “L’esubero temporaneo di appena 4 unità appare davvero minimo in rapporto alla complessiva situazione provinciale ove si registrano situazioni di esubero per circa 600/700 unità”, ribadisce il Prefetto.

Infine, la prefettura, si è detta attenta nel far rispettare anche per Ponzano la “clausola di salvaguardia” e invita le istituzioni del territorio e tutte amministrazioni comunali “a favorire con senso di responsabilità e senza strumentalizzazioni, il processo di adesione al Piano al fine di assicurare concretamente la possibilità di un'equa e sostenibile distribuzione in tutti i comuni”.

 



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Isabella Loschi

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