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23 febbraio 2019

Benessere

Psicologia: studio, privacy a rischio sui social anche per chi non c'è.

AdnKronos | commenti |

Roma, 21 gen. (AdnKronos Salute) - Nell'era dei social media tutelare la propria privacy rischia di rivelarsi una pia illusione. Almeno stando a uno studio dei ricercatori dell'University of Vermont negli Usa e dell'University of Adelaide in Austrialia, secondo cui a rischiare non sono solo le persone attive sui social, ma anche quelle che hanno rinunciato al proprio account.

Il team di scienziati ha raccolto e analizzato oltre 30 milioni di messaggi pubblici su Twitter da 13.905 utenti. Con questi dati, hanno dimostrato che le informazioni contenute nei tweet di 8 o 9 contatti di una persona consentono di prevedere i successivi tweet di quella persona con la stessa accuratezza di chi segue direttamente il profilo di quel soggetto. Non solo: il nuovo studio mostra anche che, se una persona lascia una piattaforma di social media - o non c'è mai stato - i post online e le parole dei propri amici forniscono circa il 95% di "potenziale accuratezza predittiva" sulla sua futura attività. Insomma, gli amici finiscono per rivelare molto di una persona, soprattutto quelli online. D'altra parte, quando ti iscrivi a Facebook o a un'altra piattaforma social "pensi di rinunciare alle tue informazioni, ma stai rinunciando anche a quelle dei tuoi amici", spiega James Bagrow che ha guidato la ricerca pubblicata su 'Nature Human Behaviour'.

La ricerca solleva interrogativi profondi sulla natura della privacy e su come, in una società altamente interconnessa, le scelte e l'identità di una persona siano legate alla Rete. Il nuovo studio mostra che, almeno in teoria, un'azienda, un governo o qualcun altro può ottenere un identikit preciso di ciò che pensa una persona, dal punto di vista politico, ma anche religioso, o ancora informazioni dettagliate sui suoi prodotti preferiti, semplicemente monitorandone gli amici. E questo anche se il soggetto in questione non è mai stato sui social media o ha cancellato il proprio account.

"Non c'è davvero un posto per nascondersi sui social network", sottolinea Lewis Mitchell, coautore dello studio e ora docente all'Università di Adelaide. Insomma, anche senza volerlo finiamo per rivelare sui social una mole impressionate di informazioni sui nostri gusti e orientamenti, e anche su quelli dei nostri amici. Persino di quelli che hanno rinunciato ai social, magari per tutelare la propria privacy.

 



AdnKronos

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