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14 dicembre 2017

Esteri

Pugno duro di Trump: "Fermiamo l'Iran"

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Donald Trump non vuole affrontare l'Iran solo sulla questione nucleare, ma "sull'insieme delle malefiche attività" del regime di Teheran. Un documento diffuso dalla Casa Bianca anticipa i temi della nuova strategia a tutto campo contro Teheran che il presidente americano intende illustrare oggi, riferisce il sito The Hill.

"L'intero spettro delle malefiche attività del regime iraniano si estende ben oltre la minaccia nucleare che rappresenta", si legge nel documento, che cita lo sviluppo e la proliferazione di missili balistici, il sostegno materiale e finanziario a terrorismo ed estremismo, il sostegno al regime siriano, l'ostilità contro Israele, le minacce alla navigazione nel Golfo Persico, i cyberattacchi contro gli Usa, Israele e altri alleati, gli abusi dei diritti umani e la detenzione di cittadini stranieri.

"L'amministrazione Trump non ripeterà gli errori dei suoi predecessori", afferma il documento. Il testo accusa Barack Obama di essersi concentrato "in maniera miope" sulla questione nucleare e George Bush figlio di aver dato "priorità alla minaccia immediata delle organizzazioni estremiste sunnite rispetto alla minaccia a lungo termine della militanza sostenuta dall'Iran". La nuova strategia dell'amministrazione Trump, si legge, punterà invece "a neutralizzare e contrastare le minacce iraniane", comprese quelle del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana.

Secondo il documento, "lo sconsiderato comportamento del regime iraniano, e in particolare dell'Ircg (le guardie della rivoluzione, ndr.), pone una delle maggiori minacce agli interessi degli Stati Uniti e della stabilità della regione". Il testo diffuso dalla Casa Bianca non affronta la questione della decertificazione dell'accordo sul nucleare iraniano.

Secondo i media, Trump dichiarerà oggi la sua intenzione di non voler certificare il rispetto dell'accordo da parte dell'Iran, dando modo al Congresso di decidere se imporre nuove sanzioni. Per ora l'amministrazione Trump non intende tuttavia stracciare il trattato firmato nel 2015. L'idea è di porre una serie di paletti che potrebbero portare a nuove sanzioni. Trump, che ha sempre criticato il trattato, è stato costretto già due volte a certificarne il rispetto.

La soluzione cui si punta ora, scrive il New York Times, è che Trump "possa segnalare la sua disapprovazione dell'intesa senza porre gli Stati Uniti nella posizione di essere il primo firmatario a violarla. La soluzione è di dichiarare che Teheran viola 'lo spirito' dell'intesa e che l'accordo non è più nell'interesse della sicurezza nazionale americana, pur riconoscendo che Teheran ha rispettato l'accordo alla lettera".

LA POSIZIONE DELLA CINA - Pechino fa appello affinché possa essere salvato l'accordo sul nucleare che Teheran ha raggiunto nel 2015 con i Paesi del '5+1' (Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti più la Germania). "Riteniamo che questo accordo sia importante per garantire il principio di non proliferazione, la pace e la stabilità nella regione", ha detto la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying.

L'UE - Un alto funzionario Ue ha spiegato che l'accordo sul nucleare con l'Iran, il Joint Comprehensive Plan Of Action (Jcpoa), "elimina non solo il rischio e il pericolo di una corsa agli armamenti nella regione, ma elimina anche il rischio di una proliferazione nucleare incontrollata, una cosa che purtroppo vediamo in Corea del Nord". "La nostra linea è sempre stata quella di una completa attuazione dell'accordo - ha continuato - che è per noi una questione chiave, in varie aree".

 

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