12 novembre 2019

Quattro bare bianche e un orsetto

Categoria: Notizie e politica - Tags: Lampedusa

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Emanuela Da Ros | commenti | (8)

Lo dico subito, per questione di credits: ho rubato l'immagine allegata a Repubblica.it.

Lo dico subito, per questione di coerenza: non riesco a sorridere mentre scrivo, come faccio di solito.

Mentre scrivo, penso che non dovrei neppure scrivere. Penso che le parole (le mie, prima delle altre) siano fuori luogo.

Non c'è una parola, penso, che possa tradurre un dolore, uno scoramento grande quanto il dolore e lo scoramento che trasmette l'immagine che ho rubato.

Non c'è Istat, in questo momento, che possa radiografare il nostro paese (il nostro mondo?) come l'immagine che condivido.

Le bare sono allineate in una stanza anonima. Qualcuno le ha ornate con un fiore, o con un orsetto.

Sono 111. E ciascuna di esse contiene un uomo, o un bambino.

Sono l'immagine di un punto fermo, nel fluire dela vita. L'emblema del "traguardo" a cui è arrivata la società.  L'immagine (lo sentite?) è piena di silenzio. E' un'eco di vuoto.

Per questo penso che non dovrei scrivere nulla.

Eppure non riesco a fermare le mani sulla tastiera. Perché tutte queste lettere/segni che trovo sotto le dita sono flebili grida, che oltre il vetro del silenzio e dell'ipocrisa e dell'indifferenza, hanno bisogno di farsi sentire.

Per nulla magari. O per quegli uomini, quei bambini che in vita hanno cercato una via d'uscita dalla morte, senza trovarla. Per quegli uomini, quelle donne, quei bambini che la cercheranno sempre. Inutilmente. E per noi stessi. Per tutte le volte che ignoriamo quell'eco di vuoto che sta dentro, non solo fuori di noi.



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Grazie Manu ,solo un grazie.

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Purtroppo molte altre bare si sommeranno. Oltre l'orrore la pietà l'indignazione la solidarietà ed ogni umanissima emozione ma anche oltre gli anatemi di chi vuol colpevolizzarci, il semplicismo la strumentalizzazione la retorica di tanti facili predicatori c'è da chiedersi con fredda razionalità cosa si può realmente fare verso una tragedia di complessità, durata e proporzioni enormi.
Di certo non basta rivedere la Bossi-Fini. Anzi, magari così si amplifica il problema.

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Non è semplicismo e non è strumentalizzazione sono i fatti: dall'introduzione della bossi-fini(minuscolo) e del reato d'immigrazione clandestina i morti sono aumentati. Dall'introduzione del criminale indirizzo dei respingimenti in mare (abbiamo ricevuto una condanna dalle Nazioni Unite e dall'Europa per questo) i morti sono aumentati ancora di più.Il conteggio,approssimativo dei morti è pari a 19.142 persone.(http://fortresseurope.blogspot.it/p/la-strage.html o anche quì http://www.infografweb.it/attualita/2898-i-numeri-nel-canale-di-sicilia.html ) di cui 2352 solo nel 2011.
Ora mi spieghi cosa significhi amplificare il problema? Il problema è questa immane tragedia.Il problema è la volontà di rinchiudersi dentro una fortezza lasciando il mondo che hai depredato per secoli e sul quale hai costruito le tue ricchezze fuori.
Questi migranti rivendicano ciò che è un diritto. La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo riconosce il diritto d'asilo all'art. 14 come diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni, non invocabile, però, da chi sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai princìpi delle Nazioni Unite. Tutto il resto è secondario. Lasciamo aperti i confini. Con il decreto di Maastricht abbiamo riconosciuto più diritti di circolare in Europa a una mozzarella che a un essere umano. Restiamo Umani

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Indubbiamente questa è un'immane tragedia, ma cerchiamo per un momento di essere realisti, e non solo uomini che si appigliano ad idee e sentimenti, perchè noi oltre ad essere emotivi siamo anche razionali!

Togliamo le frontiere e questa gente viene qui da noi. Cosa succederà dopo?

Le domande sono tante, e le risposte molte di più...

Non siamo più un paese atto a dare risorse agli altri, stiamo per collassare, anzi... abbiamo già iniziato la strada verso l'oblio.
Restiamo si umani, ma poniamoci anche qualche domanda!
Perchè una delle tante domande che mi pongo e che so che un giorno verrà fuori sarà: "do un pezzo di pane a mio figlio o aiuto un clandestino?" la risposta mi pare ovvia!

La soluzione non è ospitarli qui da noi, noi possiamo solo dare un piccolo contributo, ovvero accoglierli, dagli da bere da mangiare, ma poi dobbiamo decidere della loro sorte, che è legata anche alla nostra!
Tra poco saremo noi a dovercene andare...

P.s. il mio commento non vuole essere oltraggioso o con fini crudeli, vuole solo essere un punto di riflessione...

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A leggerla pare che i principali responsabili di questa biblica immigrazione siano 1) la Bossi Fini - legge peraltro ampiamente inapplicata 2) la depredazione del terzo mondo che da secoli avremmo tutti perpetrato (tutti noi?). Dubito che nel Corno d'Africa abbian mai sentito parlare di Bossi-Fini, penso che partano a prescindere. Circa la situazione dell' Africa mi pare che gli africani ci abbian messo molto del loro. Dittature spaventose, inifnite lotte tribali, l'incapacità di gestire un continente ricchissimo o, se preferisce, di reagire alle mire predatorie del resto del mondo. Circa il diritto di asilo...i legislatori fanno presto ad ammantarsi di nobili principi (salvo poi razzolare malissimo) ma penso concorderà, col buon senso del padre di famiglia, che concedere asilo non è sufficiente. Bisogna garantire una abitazione, un lavoro previo percorso professionale, assistenza scolastica, sanitaria eccetera. Come Italia siamo in grado di fare questo? e se si per che numero di persone e per quanto tempo?
A margine farei un piccolo test. I vittoriesi che sono per il diritto d'asilo illimitato perché non promuovono una raccolta di firme per chiedere l'attivazione di un Centro di Accoglienza (che Lampedusa scoppia!) alla Tandura e alla Gotti appena liberate dai militari?

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Avrei gradito che Bastanzetti avesse capito quello che volevo dire non quello che voleva capire.Tutta l'Europa ha partecipato alla depredazione Africana anche noi caro Michele.Addossare agli Africani le colpe per non aver saputo gestire l'uscita dal periodo coloniale fatto di macerie non solo materiali è quanto di più ingiusto si possa fare.Sul diritto di asilo nelle nazioni civili ci sono diritti INTANGIBILI che aiutano coloro che scappano da dittature e massacri,solo da noi vengono negati a fronte dei milioni di euro versati dalle Nazioni Unite per il sostentamento dei rifugiati che si devono scontrare con la nostra burocrazia.
La ricerca della felicità o di un destino migliore per sé o per i propri cari è una propensione umana che nessuna legge potrà fermare si metta il cuore in pace.
Il test per i Vittoriesi sui CIE è solo bieco egoismo mi permetta di non rispondere.Io sono per l'eliminazione di questi centri.Quello fu un cavallo di battaglia della lega ai tempi della bossi-fini ora speriamo che finalmente Vittorio Veneto volti pagina.Mi permetta di avanzare un ipotesi e se al posto di quelle caserme ci mettessimo la prima industria (non sfruttata adeguatamente) di Vittorio cioè le scuole ? Giornalmente almeno 3500 studenti studiano a Vittorio Veneto .Riprogettare il campus con i servizi così vicini al centro.Non ci gioverebbe l'economia locale? Ma si preferisce avanzare uno spauracchio che progettare il futuro.Tempi duri...

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Egregio Lapecia, in genere quando si vola alto alto è per fuggire all'evidenza, alla concretezza, alla responsabilità. Vedo che piuttosto che aprire un centro di accoglienza a Vittorio Veneto in città ci farebbe altro. C'è sempre qualcos' altro da fare...
Il test, che non ha nulla di polemico ma vuol essere una verifica di coerenza, mi pare applicabile anche a quei partiti che chiedono a gran voce l'abolizione della Bossi-Fini . Costoro potrebbero inserire l'apertura di un CIE a Vittorio nel prossimo progranma elettorale. Ma mi sa che metteranno qualcos' altro...

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Siamo zombie, morti ancora prima di morire, morti nel momento in cui scegliamo di rinnegare noi stessi, i nostri desideri, i nostri bisogni, le nostre richieste interiori. Morti ogni volta che il nostro obiettivo è l'accumulo di soldi, anche se per averli dobbiamo calpestare il nostro prossimo, mentire o imbrogliare. Siamo morti quando alimentiamo le nostre frustrazioni, quando alziamo barriere e confini, prima dentro di noi e poi, inevitabilmente, fuori. Questo è soltanto il risultato di quello che stiamo "costruendo" fingendo che non esista un'anima, dentro a questo corpo umano. E mentre guardiamo gli altri morire ci riempiamo la bocca di belle parole; Etica, Morale, Solidarietà, e bla bla bla e bla bla bla.

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