16 dicembre 2019

Conegliano

"Quella via è maledetta": prima di Michele altri sei giovani morti in incidenti stradali. Abitavano tutti in quella strada

La maledizione di via Larghe Ongaresca

Roberto Silvestrin | commenti |

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Roberto Silvestrin | commenti |

SAN FIOR - “Quella via è maledetta”: lo sussurrano in molti, a San Fior, in queste settimane. Perché sette giovani – anzi giovanissimi – morti in incidente stradale sono davvero troppi.

 

Abitavano tutti in quel borgo, tra via Larghe Ongaresca, via Livenza e via Pagotto: dal 1973, anno del primo decesso, altri sei ragazzi sono morti in seguito a tragici incidenti. Erano tutti giovani, il più vecchio di loro – Antonio Santantonio – aveva 34 anni.

 

La prima vittima fu Enrico Santantonio, 46 anni fa: la sua Fiat 500 gialla finì sotto un camion, all’altezza del ristorante “Primavera” di Godega. Aveva 21 anni.

 

Il secondo in ordine temporale fu Mario Tonon, che perse la vita a soli 19 anni nel 1976: era il passeggero del camion che si schiantò contro un pilone dell’autostrada, tornando da Bologna.

 

Renzo Zanette invece morì dopo 22 giorni di ospedale, nel 1979, a 20 anni: era pronto per essere dimesso dall’ospedale, quando sopraggiunse la morte. Lo schianto, con il camion, era avvenuto a Orsago.

 

L’anno dopo perse la vita Roberto Saccon, appena maggiorenne. Era la sera del Panevin, quando il 18enne uscì di casa con altri tre amici. Si trovava a bordo di una Fiat 126, fu l’unica vittima dello schianto. Abitava in via Livenza, poco distante dalle altre vittime.

 

Il destino concesse una tregua solo fino al 1992, quando ci fu l’ennesima vittima: a Colfosco Antonio Santantonio uscì di strada con l’auto, perdendo la vita.

 

Passarono altri 13 anni, e un altro giovanissimo, Simone Rossi, morì a 23 anni. Vittima di un altro incidente stradale, questa volta sulla A27, tra Mogliano e Treviso Sud, nel 2015. Stava guidando il camion che si schiantò contro un veicolo posto a protezione di un cantiere. Simone abitava in via Pagotto, strada che si incrocia con via Livenza, a due passi da via Larghe Ongaresca, dove abitavano le altre vittime.

 

A questi si è aggiunto, il 19 marzo scorso, Michele Zanette, il 18enne morto in seguito allo schianto di Godega di Sant’Urbano. Abitava anche lui in via Larghe, ultima vittima di un destino che sembra essersi accanito contro le famiglie di quel borgo.

 

Colpiscono le similitudini tra le morti dei ragazzi: oltre ad abitare tutti nella stessa zona, infatti, erano tutti molto giovani. E sono rimasti vittime di incidenti o in auto o su mezzi pesanti. La scomparsa di Michele ha riportato alla memoria questa lunga scia di morte. Subito infatti in paese la “maledizione” è tornata a far parlare di sé, a soli 4 anni di distanza dall’ultima tragedia.

 



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Roberto Silvestrin

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