23 ottobre 2019

Vittorio Veneto

"Quell'opera d'arte ci sta facendo perdere clienti"

La protesta degli esercenti vittoriesi: "Ci nasconde, toglietela"

Roberto Silvestrin | commenti |

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VITTORIO VENETO - L’opera d’arte fa perdere clienti alle attività. Sarebbe un caso curioso, se non ci fosse di mezzo il destino economico di alcuni esercenti vittoriesi.

 

Il caso è scoppiato in Piazzetta XXII Maggio 1870, proprio di fronte al comando dei vigili urbani, a pochi passi dal Quadrilatero. Lì, per il Centenario della Grande Guerra, è stata installata l’opera di Philip Topolovac, una struttura da oltre quattro metri per quattro in resina e fibra di vetro.

 

Un’installazione che oltre a non piacere – a molti – esteticamente, sta creando non pochi problemi alle attività che danno sulla piccola piazza. A sollevare la questione è Angelo Palumbo, proprietario della pizzeria da asporto “Al crostino”, ora in gran parte nascosta dall’installazione.

 

“Tutti parlano male di quest’opera ma nessuno fa niente – commenta l’esercente, che da oltre 6 anni ha aperto in Piazzetta XXII Maggio -. Mi ha fatto perdere clienti, perché dalla strada non ci vedono. Anche a Natale, nonostante la manifestazione in Piazza del Popolo, ho lavorato poco. Qui stanno prendendo in giro la gente, non c’è rispetto per chi lavora e paga le tasse”.

 

Palumbo ha più volte chiesto di rimuovere l’opera e di “metterla in un magazzino”. Ma, per ora, dall’amministrazione vittoriese nessuna risposta concreta. “Mi dicono che devono trovare una collocazione”, denuncia il pizzaiolo. Ma intanto la struttura rimane lì, dopo essere stata piazzata in quello spazio a novembre.

 

“Ormai ho perso le speranze”, confida Palumbo. La sua fortuna è che la sua pizzeria è conosciuta, visto che da 29 anni fa questo mestiere a Vittorio Veneto: si è spostato 6 anni e mezzo fa dalla vecchia sede, ma il suo “giro” è riuscito a mantenerlo. “Il problema è che non mi vedono quelli che vengono da fuori – continua -. Ma ormai ho perso le speranze. Addirittura pensano che quell’opera sia mia, altri mi hanno detto che sembra un grande crostolo”.

 

Palumbo non è però l’unico a lamentarsi di questa situazione. Anche Rejane Santos, proprietaria del Sambar, locale che confina con la pizzeria, è dello stesso avviso. “Tutti ci chiedono cos’è, ci dicono che non ha senso, che sembra un’impalcatura. Fa schifo e ci porta via clienti”, tuona la proprietaria. “Se fosse bella farebbe piacere, ma così...”, continua la ragazza.

 

Ha aperto il bar a luglio scorso, e l’opera le sta causando un grosso disagio: “E’ ora di toglierla – dice Rejane -, non sappiamo più cosa dire”.

 

Ilenia De Carlo, da OtticaFreeVision, dichiara invece che “la gente continua a domandarsi cos’è, quando passa o quando entra in negozio”.

 



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Roberto Silvestrin

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