26 agosto 2019

Real Time e il suo "sessismo benevolo"

Categoria: Spettacolo - Tags: real time, televisione, palinsesto, sessismo, donne, tesi, ricerca, psicologia sociale

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Silvia Albrizio | commenti | (4)

L’altro giorno sono incappata in un post davvero interessante. Riporta la ricerca effettuata da Gianpaolo Contestabile, studente di Psicologia Sociale, che ha analizzato i contenuti di Real Time, uno dei canali di punta dell’offerta del digitale terrestre, primo della schiera dei non generalisti per ascolti e visibilità e che sono sicura ognuno di voi ha, almeno una volta, guardato.

 

In sintesi, evidenzia come il palinsesto dell’emittente proponga un’immagine della donna legata a un sessismo benevolo, che sottolinea ed esalta qualità ben riconosciute nello stereotipo del sesso debole, invece che potenziarne di nuove e spingere l’emancipazione attraverso altre vie che non siano la cura della casa, la cura di sé, la cura della famiglia, la cucina. Proponendosi come canale aderente al mondo femminile e ponendosi a emblema di una certa cultura di genere, il canale risulta al contrario accartocciato su modelli vecchi e abusati, seppur rivestiti da una patina glamour e accattivante.

 

Vi linko il post col contenuto integrale e vi invito a leggerlo.

[Clicca qui]

Osservare con il dovuto distacco critico ciò che ci passa davanti agli occhi spesso in modo passivo è un ottimo punto di partenza per diventare spettatore attivo, quel tipo di spettatore che ha coscienza di cosa vuole vedere in televisione e come, ma soprattutto intaccabile da certe strategie mediatiche che a lungo andare influenzano atteggiamenti e stili di vita.

 

P.S. Sarebbe da effettuare la medesima ricerca studiando i contenuti del canale DMax, controparte al maschile di Real Time. Penso che anche in quel caso potrebbe uscire un'analisi molto interessante.



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Gentile Dottoressa Albrizio, può farmi un esempio certificato (da chi?) ed in carne ed ossa di:
"spettatore ATTIVO ...inattaccabile da certe strategie mediatiche che a lungo andare influenzano atteggiamenti e stili di vita"?

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Non le faccio proprio alcun esempio, il mio è un invito a guardare la televisione con consapevolezza, senza lasciarsi influenzare troppo dai modelli proposti. Mi auguro che chiunque possa essere spettatore attivo, peraltro in una tivù che in futuro richiederà sempre più la partecipazione del pubblico, tramite l'on demand per esempio, o altri mezzi interattivi.

Ma almeno l'ha letto il post che ho linkato?

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Sono onesto, la televisione mi fa male, non riesco a guardarla quasi più. La cosa interessante è che quando mi capita di mettermi davanti allo schermo noto nei film "series" una qualità di dialoghi e di vita che non è riscontrabile nella vita reale, non intendo un'accezione negativa, si parla logicamente di sentimenti, immettendo però i messaggi chive della cultura moderna. Noto un sacco di messaggi subliminali che per deduzione immagino entrino a far parte di una sorta di programmazione mentale sui comportamenti di "un certo tipo" piuttosto che di un altro e prefigurano per esclusione quelli non accettabili. Tutto ciò immagino che funzioni a livello non razionale, persino i cartoon per i bimbi rimandano a messaggi legati al consumo, piuttosto che alla competizione, all ecologismo, messaggi che non necessariamente fanno parte di ogni famiglia tendono ad omologare le sensazioni del crescituro e a far sbiadire la creatività...

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Mica volevo esser urticante, Gent.ma Dott.ssa, che mi risponde sempre col kalashikov spianato! semplicemente volevo affermare la certezza che l'era in cui lo spettatore televisivo o il lettore di giornali o l'internauta possano definirsi liberi da qualsiasi condizionamento non è neanche ipotizzabile, nella sua irrealtà. E le cose peggioreranno in futuro.

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Mica volevo esser urticante, Gent.ma Dott.ssa, che mi risponde sempre col kalashikov spianato! semplicemente volevo affermare la certezza che l'era in cui lo spettatore televisivo o il lettore di giornali o l'internauta possano definirsi liberi da qualsiasi condizionamento non è neanche ipotizzabile, nella sua irrealtà. E le cose peggioreranno in futuro.

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