26 agosto 2019

Treviso

La realtà della CISL a Treviso e Belluno

Le nuove sfide per la crescita sociale ed economica

Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti |

TREVISO – La CISL di Treviso-Belluno si è riunita venerdì 19 luglio a Castion di Belluno tra le Dolomiti e le Colline del prosecco, riconosciuti patrimoni dell’UNESCO e dell’umanità.

La segretaria Cinzia Bonan sin dalle prime battute ha voluto definire la mission: “Con orgoglio oggi noi della Cisl Belluno Treviso rappresentiamo il sindacato di un territorio, che ha sempre fondato i suo sacrosanti valori sul lavoro e che ancor oggi vive di lavoro, per migliorarne le condizioni economiche e sociali, la qualità e l’occupabilità, attraverso sperimentazioni ed innovazioni sempre in corso”.

L’iniziativa ha messo in luce alcuni dati tra i più significativi, che hanno segnato la vitalità nei due anni successivi al Congresso del 2017.

Nel 2018 sono stati 92316 gli iscritti, 783 gli eletti nelle RSU aziendali; 103185 le pratiche del CAF, 36563 le Pratiche INAS di Treviso e 16146 quelle di Belluno.

La CISL è radicata in 25 sedi, distribuite capillarmente nelle 2 province e sono stati realizzati importanti investimenti per implementare i servizi e per valorizzare le strutture esistenti sia nell’ammodernamento tecnologico e logistico che nell’accoglienza.

Un’attenzione particolare è stata dedicata per far crescere quanti ruotano intorno al sindacato, con la programmazione di 22 percorsi di formazione, che hanno coinvolto 340 persone per 300 ore.

Per adeguarsi alle ultime esigenze legate al mondo dei giovani, 8 studenti hanno frequentato per l’alternanza scuola lavoro 960 ore.

 

In sintonia con Segretaria Generale, Annamaria Furlan, che aveva aperto i lavori alla Conferenza organizzativa nazionale, svoltasi a Roma dal 9 all’11 luglio scorsi, Cinzia Bonan ha sottolineato: “La creatività organizzativa è elemento cruciale per contribuire a cambiare in meglio il nostro mondo, che oggi come ieri, ha bisogno di un grande rigore di azione ed una coerente efficacia organizzativa oltre che avere la necessaria capacità di rimanere fedele ai valori etici, quali la centralità della persona, la giustizia sociale e la solidarietà, in sintesi gli elementi costitutivi della nostra soggettività sindacale autonoma e propri del nostro tessuto culturale veneto cattolico sociale”.

Il Consiglio generale della Cisl Belluno Treviso si è soffermato a riflettere su tutte le attività svolte negli ultimi due anni.

“Proprio per perseguire lo sviluppo di coesione sociale nel territorio abbiamo implementato le attività delle tutele collettive attraverso un intensa e strutturata attività di contrattazione sociale con tutti i 158 comuni dell’area bellunese trevigiana e per essere più efficaci nella nostra azione sindacale abbiamo promosso l’attivazione di diversi tavoli tematici per affrontare delle problematiche specifiche legate al lavoro e allo sviluppo socio economico del territorio, come quello per crisi aziendali le politiche attive del lavoro, quello delle infrastrutture, della sanità, della sicurezza sul lavoro e del mercato del lavoro”.

 

Non poteva mancare il riferimento al contesto e alla sua evoluzione negli ultimi due anni:

“Ci rendiamo conto che per tutte le nostre richieste fatte al governo di allora nulla o poco è cambiato con la nuova compagine governativa: riguardavano le politiche per i giovani, per il lavoro, sulle pensioni, per un equità e pace fiscale reale, per recuperare maggiori risorse per la sanità, la scuola ed il funzionamento delle pubbliche amministrazioni. Una lista infinita di bisogni disattesi totalmente dalla politica nazionale che nel frattempo è in uno stato di permanente campagna elettorale e continua a proclamare straordinarie ricette risolutive, consone più a millantatori ciarlatani che a politici seri, e anche da parte dalla politica locale e regionale continua a perseguire intensamente da due anni il miracolo economico a seguito della tanto ambita autonomia del Veneto, come unica soluzione ipotizzata a risolvere i problemi latenti ormai da anni, anche se ad oggi la questione è ancora motivo di discussioni e di discordie quotidiani senza ipotesi di soluzioni a breve anche se le compagini governative sono cambiate, anzi come ben sapete i fautori della rivendicata autonomia sono andati al governo”. 

 

Alla luce di tali considerazioni e “per contrastare questi atteggiamenti irresponsabili della politica nazionale la Cisl ha ricercato nell’unità sindacale un intesa fondamentale per rafforzare le nostre azioni di protesta che abbiamo messo in campo attraverso momenti di confronto con tutti i lavoratori e pensionati, sino alla stesura della piattaforma rivendicativa unitaria e alla grande manifestazione nazionale a Roma del 9 febbraio, da allora una moltitudine di manifestazioni sono state fatte coinvolgendo tutte le nostre strutture e portando in piazza centinaia di migliaia di persone, molto partecipate anche dalle nostre province, a sostegno delle nostre richieste per dare concretamente dignità al lavoro e alle pensioni”.

 

Questa la conclusione: “Il sindacato, non è sindacato se non sta con gli ultimi, e con questo proclamo ricordiamo a tutti noi con affetto sincero che quest’anno celebriamo i cinquant’anni dalla morte di Giulio Pastore, padre fondatore della Cisl. Ed è in questo contesto che ne rinnoviamo lo spirito costitutivo che abbiamo ricevuto in eredità e che a nostra volta dobbiamo trasferire integro e rinnovato alle generazioni a venire”.

pietro.panzarino@oggitreviso.it

 



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