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15 dicembre 2018

Economia e Finanza

Reddito di cittadinanza, a chi spetta

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C'è anche il reddito di cittadinanza nella prima manovra targata M5S-Lega. Il governo infatti, stando alla Nota di aggiornamento al Def arrivata alle Camere, stanzierà 10 miliardi per finanziare il sussidio statale e la pensione di cittadinanza, entrambi cavalli di battaglia del M5S, ed il potenziamento dei centri per l'impiego. Il nuovo contributo, la cui durata non è ancora stata specificata, ammonterà a 780 euro mensili e sarà rivolto a circa 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà (cifra calcolata dall'Istat).

 

In particolare, il reddito di cittadinanza sarà destinato a chi è senza lavoro o in stato di indigenza e che rispetta determinati requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito considerato al di sotto della soglia di povertà. Il contributo, dunque, sarà riservato ai soli cittadini italiani e a chi risiede in Italia da almeno 10 anni. Ma il suo importo non sarà uguale per tutti.

 

Il reddito di cittadinanza potrebbe variare, infatti, in base ai componenti del nucleo familiare mentre chi ha qualche forma di entrata dovrebbe avere solo un'integrazione. "Chi ha un reddito di 500 euro, ad esempio, ne percepirà 280 euro; chi ha un reddito di 200 euro ne percepirà 580...chi ha un reddito pari a zero percepirà 780 euro", ha spiegato il vicepremier Luigi Di Maio.

 

Dovrebbe percepire solo una parte del sussidio anche chi, pur privo di reddito, risulta proprietario di un appartamento. Agli intestatati di una casa, infatti, dovrebbe essere scalato il cosiddetto 'affitto imputato', "circa 400 euro", ha sottolineato ancora Di Maio, ovvero "l'equivalente dell'affitto" calcolato in base ai prezzi di mercato.

 

Avere diritto al sussidio imporrà inoltre il rispetto di alcune regole, pena l'esclusione. Tra queste, l'iscrizione al centro per l'impiego, la partecipazione a progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali e soprattutto l'accettazione di uno fra i primi tre lavori offerti dal centro per l'impiego. Rifiutando tre offerte, infatti, i cittadini saranno esclusi dal sussidio.

 

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