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16 febbraio 2019

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Respinto il ricorso di Koulibaly.

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Roma, 18 gen. (AdnKronos) - La Corte Sportiva d'Appello della Figc ha respinto il ricorso presentato dal Napoli per cercare uno sconto sulle due giornate di squalifica inflitte al difensore dopo l'espulsione in Inter-Napoli. I turni di stop per il difensore senegalese restano quindi due, con che sarà costretto a saltare anche la partita del San Paolo di domenica sera alle 20.30 contro la Lazio. La Corte non ha dunque ritenuto sufficienti le tesi esposte dalla giocatore senegalese che si è difeso spiegando di essere stato insultato per tutto il tempo e di essere stato oggetto di cori razzisti. Il difensore del Napoli era stato espulso in occasione del match del 26 dicembre con l'Inter.

"La Corte, esaminati gli atti, rileva, in primo luogo, come il comportamento sanzionato, seppur avvenuto nell'ambito di una situazione ostile per il Sig. Koulibaly, a causa dei cori razzisti che hanno caratterizzato la suddetta gara, debba necessariamente essere ritenuto come irriguardoso nei confronti dell'Arbitro", spiega la Corte sportiva d'appello nazionale 1a sezione, presieduta da Piero Sandulli, nel comunicato relativo alla riunione di oggi alla quale erano presenti Koulibaly, il Presidente della Società Aurelio De Laurentiis e l'Avv. Mattia Grassani.

Secondo la Corte "l'immediata concatenazione temporale tra la notifica del provvedimento di ammonizione e l'applauso rivolto dal predetto calciatore all'Arbitro rendono, infatti, evidente l'intento di quest'ultimo di contestare, attraverso un gesto ironico e di scherno, la decisione del Direttore di Gara".

"Ai fini del giudizio della Corte, nessuna rilevanza - si sottolinea - può, peraltro, essere attribuita all'inaccettabile clima che si era creato nello stadio durante la gara. Tale clima, invero, pur avendo determinato una sanzione nei confronti della società ospitante, non può in alcun caso essere ritenuto quale giustificazione o circostanza attenuante del comportamento irriguardoso di un atleta, soprattutto se lo stesso è teso ad irridere l'operato di un direttore di gara che gli ha inflitto una ammonizione. Se così fosse, in presenza di comportamenti razzisti sugli spalti, sarebbe giustificato e non sanzionato qualsivoglia atto (anche violento) posto essere da un giocatore, il che, come è evidente, non può essere", conclude la Corte.

Mattia Grassani, legale del Napoli, a Sky Sport, dopo l'esito negativo del ricorso contro la squalifica del difensore senegalese, dice: "C'è assoluta delusione e un senso di profonda ingiustizia. Credevamo fermamente, dopo un'ora di dibattimento, di aver convinto la Corte d'appello a utilizzare lo stesso metro utilizzato per Muntari, il precedente che avevamo richiamato, e ad avere la forza di dare un calcio al razzismo. Non è avvenuto e oggi siamo tutti più poveri ma al contempo ci sentiamo tutti un po' più Koulibaly".

"Oggi Koulibaly è stato un grande uomo prima ancora di un grande atleta. Ha fatto una ricostruzione a dir poco commovente, raccontando l'imbarazzo e la vergogna nel riferire alla madre le ragioni per le quali aveva compiuto quel gesto, per cui si è anche scusato e che ha mille attenuanti", ha aggiunto il legale del club partenopeo, secondo il quale l'accoglimento del ricorso "avrebbe significato dare un segnale e dimostrare che il sistema vuole voltare pagina".

 

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