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23 ottobre 2017

Treviso

Ricostruito l'occhio di un giovane centrato da un proiettile

L'eccezionale intervento dell'equipe oculistica del Ca' Foncello

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TREVISO - Eccezionale intervento ricostruttivo al reparto di Oculistica dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso. L’occhio destro di un giovane, lacerato gravissimamente nei giorni scorsi dall’ingresso incidentale di un corpo estraneo e destinato alla rimozione, è stato ricostruito nella sua sede. L’equipe, diretta da Giuseppe Scarpa, lo ha ricomposto in due interventi chirurgici, ricollegando le diverse parti lacerate e procedendo a un trapianto di tessuto.

L’ultimo intervento è durato circa quattro ore. Il paziente per ora ha riacquistato l’estetica e riesce già a distinguere luci e ombre. I medici sono al lavoro per recuperare ulteriori margini di funzionalità.

“Il paziente – spiega Giuseppe Scarpa, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica – in seguito ad un incidente di caccia, era stato colpito da proiettili (pallini), di cui uno in particolare ha causato una estesa distruzione del guscio oculare, fuoriuscita di ampie parti dei tessuti profondi e estese emorragie in tutti i foglietti oculari. L’occhio, infatti, è stato lacerato e frammentato, attraversato da un proiettile che aveva lasciato un ampio foro di entrata e uno di uscita. Dopo i primi interventi al Pronto Soccorso, in collaborazione con l’Otorinolaringoiatria diretta dalla professoressa Maria Cristina Da Mosto, il trentenne è stato stabilizzato con un intervento d’urgenza volto a chiudere le ampie ferite. Ci siamo trovati di fronte ad un occhio in condizioni che generalmente consigliano di enuclearlo. Ma la giovane età del paziente ci ha imposto di percorrere quest’altra via”.

“Venerdì scorso abbiamo proceduto al secondo intervento - prosegue Scarpa – ricostruendo in un primo momento le pareti esterne, utilizzando anche tessuto trapiantato proveniente dalla banca degli occhi di Mestre, passando poi alla ricostruzione dell'iride e della pupilla. A questo punto è stato possibile drenare le estese emorragie interne e a livello della coroide fino a poter con cautela individuare il tessuto retinico e nervoso ancora presente ma completamente staccato e arrotolato su se stesso. Si è potuto quindi recuperare una parte di tessuto retinico che è stata distesa e riposizionata nella sua posizione anatomica normale con l'utilizzo di sostanze siliconiche. Si è trattato di un intervento piuttosto complesso ma la ricostruzione anatomica è riuscita".

"Il paziente non ha perso l’occhio com’era invece prevedibile, quindi almeno sul piano psicologico il risultato ottenuto è già importante. Per il momento vede luci e ombre, ora continueremo a lavorare sul recupero della funzionalità”.

All’equipe sono giunte le congratulazioni del Direttore generale Francesco Benazzi: “Il risultato raggiunto con questo intervento – aggiunge - conferma l’elevatissimo livello del team di specialisti dell’Oculistica del Ca’ Foncello, in grado di affrontare situazioni di urgenza e di alta complessità tutti i giorni dell’anno 24 ore su 24, come richiesto dal ruolo di ospedale Hub di riferimento che l’Ospedale di Treviso è chiamato a svolgere dalla Regione Veneto. Ma non si tratta solo di urgenza: sono eseguiti, infatti, 6000 interventi di chirurgia oculare ogni anno, numero che pone il reparto al vertice nel Veneto insieme a quello del polo integrato ospedaliero - universitario di Verona. L’unità trevigiana rappresenta anche un presidio d’interesse nazionale nella lotta alle patologie retiniche in ogni fascia di età.

In questo campo il numero di trattamenti eseguiti per il trattamento delle maculopatie supera i 3000 l’anno e il totale d’interventi di alta complessità di chirurgia vitreo retinica supera i 400 casi all’anno. Grazie a questa specificità, nell’ultima stesura delle schede Ospedaliere Regionali, il Reparto Oculistico di Treviso è stato riconosciuto centro di Riferimento per la diagnosi e terapia delle patologie retiniche”. Oltre a ciò, in Oculistica, vengono eseguite a Treviso ogni anno oltre 27mila prestazioni ambulatoriali, come visite ed esami strumentali ad alta specificità, e oltre 17mila a Oderzo.

 

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