24 ottobre 2019

Conegliano

I rifiuti diventano energia

Borgoluce, il biodigestore nel tour turistico del patrimonio Unesco

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

SUSEGANA - L’azienda Borgoluce di Susegana propone il tour della sostenibilità che comprende anche l’impianto che trasforma i rifiuti in energia. Tutti i rifiuti della Borgoluce dagli insilati e dai rifiuti zootecnici dell’allevamento, producono biogas trasformato in energia elettrica e calore, con il quale viene riscaldata la stalla. Un impianto all’avanguardia che rientrerà tra le mete proposte dall’azienda agricola di Susegana, proposto a partire da settembre ai turisti attratti dalle bellezze sancite dall’Unesco. Un’iniziativa originale e volta a promuovere la condotta virtuosa e soprattutto sostenibile delle tante attività di quest’azienda: vino, noci, olio, allevamento di bufale, coltivazione di canapa, solo per cintarne alcune.

“L’Unesco non ha premiato il Prosecco, ma le splendide colline di Conegliano e Valdobbiadene plasmate e custodite dal lavoro di generazioni di agricoltori – spiegano Ninni e Caterina Collalto, titolari dell’azienda -. Non siamo solo vigne, ma un’esperienza fatta di pascoli, boschi, allevamenti, campi coltivati, vigneti, frutteti, canali, mulini, stalle. Questa è la nostra ricchezza, che vogliamo far conoscere ai turisti che verranno. Borgoluce da anni ha scommesso sulla biodiversità e continua a diversificare con la nocicoltura, i melograni, l’olio e la canapa. Vogliamo far vivere al turista quest’esperienza straordinaria e totalizzante del territorio, facendogli conoscere da vicino una realtà curata con passione, dove il vitigno Glera ha trovato il suo habitat ideale”.

Da settembre la nuova cantina ospiterà un nuovo agriristorante per gustare i prodotti della campagna, tutti provenienti da filiere corte e tracciabili: vino, carne, mozzarella di bufala, noci, farine e gallette, olio, miele di produzione propria. “In questi anni abbiamo investito molto in strutture ecosostenibili pensate per accogliere i visitatori - aggiunge Lodovico Giustiniani -, così come abbiamo puntato sulla lotta integrata in vigna con concimazione organica, sfalci frequenti, protezione della vite con principi attivi naturali, arrivando alla certificazione Snqpi. Crediamo che un’agricoltura sostenibile a livello ambientale, sociale ed economico sia la migliore carta di credito non solo per mantenere la bellezza del nostro territorio, ma anche per farci conoscere e apprezzare sempre di più dal turismo internazionale”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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