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26 marzo 2017

Risicoltura più green grazie al telo per la pacciamatura in bioplastica.

Novara, 11 gen. - (AdnKronos) - La produzione di riso aumenta e diventa più sostenibile grazie al telo per la pacciamatura in bioplastica. Sono questi in sintesi i risultati dell’esperienza di pacciamatura con telo biodegradabile in Mater Bi effettuata nel 2016 dalle aziende del vercellese legate alla riseria Vignola su circa 250 ettari di coltivazione di riso biologico, i cui risultati sono stati presentati dal professor Aldo Ferrero dell’università di Torino in occasione del convegno organizzato dall’istituto tecnico agrario Bonfantini di Novara in collaborazione con Novamont.

In particolare i dati agronomici relativi alla pacciamatura del riso rilevati in campo presso l’azienda Piolotto (pilota del progetto già dal 2015) hanno mostrato tutti i vantaggi legati alla tecnica sia in termini produttivi che di controllo delle infestanti. In particolare, con pacciamatura su riso Volano è stato possibile ottenere 9,6 tonnellate/ettaro (contro 8,6 tonnellate del non pacciamato) con un anticipo delle fasi di emergenza (4gg), fioritura(6gg) e maturazione (10gg) con elevato accestimento delle piante pacciamate.

Cesare Piolotto, dell’azienda Piolotto, ha quindi mostrato le immagini delle varie fasi dell’esperienza di pacciamatura con il telo in Mater-Bi sottolineando i vantaggi sia in termini di gestione delle malerbe che in termini di risparmio di seme (fino al 90% di seme in meno utilizzato nella fase di semina) e di produttività.

Giovanni Vignola, proprietario della riseria Vignola, ha focalizzato il suo intervento sulla necessità di innalzare il valore aggiunto della produzione di riso anche in termini di sostenibilità ambientale attraverso l’adozione di tecniche di coltivazione alternative e innovative come quella della pacciamatura con telo biodegradabile in Mater-Bi che garantisce alle colture gli stessi benefici della pacciamatura tradizionale.

Questo telo può essere utilizzato in diverse condizioni ambientali e su colture con cicli diversi, dalla lattuga alla fragola, dagli asparagi al riso. Grazie alla biodegradabilità non deve essere recuperato e smaltito al termine del ciclo colturale ma viene lavorato nel terreno dove è biodegradato ad opera dei microrganismi, consentendo quindi un risparmio di termini di tempo e risorse.

 



AdnKronos

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