10 dicembre 2019

Vittorio Veneto

Ritratti di...cose nostre

Vettorato firma una mostra e un catalogo dedicati ad artigiani, artisti e produttori enogastronomici della Sinistra Piave

Emanuela Da Ros | commenti |

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VITTORIO VENETO - “Finalmente il figliol prodigo è tornato a casa”. Tranquilli: non siamo dentro una parabola, anche se la figura retorica si adatterebbe benissimo alla vicenda professionale di Renato Vettorato. Che questo fotografo sorprendente, talentuoso e simpaticamente irriverente sia un po’ un “figliol prodigo” lo dice (lo scrive, meglio) Riccardo Ghirardo dell’Associazione Zheneda. Ghirardo, nel presentare la mostra fotografica che Vettorato realizzerà per la Galleria della Torre dell’Orologio di Serravalle di Vittorio Veneto, dall’8 dicembre al 10 gennaio prossimi, definisce questo artista un “zarlatan” che - dopo un’assenza troppo lunga - torna con la sua arte, con i suoi scatti inediti nella terra dove è nato settant’anni fa. Il fotografo.

 

Vittoriese di origine, Renato Vettorato si è trasferito giovanissimo a Milano, dove ha risieduto per vent’anni. Nel 1980, con l’amatissima moglie Gianna, ha ripreso la strada di casa, prendendo residenza stabile a Treviso. Fotografo dallo sguardo brillante, acuto e, a volte, irresistibilmente ironico, Vettorato ha coltivato sin da ragazzo la passione per il cinema e la fotografia, dedicandosi col tempo esclusivamente a questa, dapprima nella versione analogica, poi in quella digitale.

 

La mostra. Dall’8 dicembre, Renato sarà quindi in città (dopo aver realizzato esposizioni di grande successo di critica e pubblico in diverse località del Triveneto), per proporre una carrellata inedita e intrigante di personaggi... di casa nostra. Si tratta di pittori, scultori, artigiani, vignaioli, coltivatori che hanno fatto (e fanno tuttora) la storia schietta e avvincente della nostra terra, declinata sui temi del lavoro, dell’esperienza, dell’amore per mestieri e professioni che richiedono predisposizione, sacrificio (spesso), intuizione, ma soprattutto una generosa dose d’amore. Per il lavoro, ma anche per la terra in cui sono cresciuti, e per le persone che li hanno fatti crescere. Nei ritratti in cui il seducente uso del bianco e nero viene smascherato da sapienti dettagli colorati (avete presente il cappottino rosso nell’indimenticabile sequenza di Schindler list?), Vettorato mette in posa, e in prosa poetica protagonisti del nostro “fare” quotidiano: piccoli, grandi, tenaci, autentici protagonisti che siamo abituati a guardare, a volte senza davvero vedere.

 

“Non si può immaginare una vita senza fotografie. Scorrono davanti ai nostri occhi e ne risvegliano l’interesse. Le fotografie - si legge nella citazione di Lucia Moholy, contenuta nel catalogo della mostra - sono dentro le nostre vite e le nostre vite dentro le fotografie”.

La mostra è organizzata dall’ “Associazione Zheneda” con il patrocinio del Comune di Vittorio Veneto, Assessorato alla Cultura. Durante il periodo dell’esposizione potrà essere acquistato il catalogo fotografico al prezzo di 10 euro: il ricavato - per volontà di Vettorato - sarà devoluto ad alcune famiglie bisognose di Ceneda.

 



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Emanuela Da Ros

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