16 settembre 2019

Treviso

Ruba pistola a finanziere all'ospedale, fermata 31enne

La donna era stata portata al Ca' Foncello perché sospettata di avere degli ovuli di cocaina in pancia

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ospedale treviso

TREVISO - Una donna di nazionalità nigeriana ha sottratto stamane ad una militare della Guardia di Finanza la pistola d'ordinanza mentre questa la stava sorvegliando all'interno di una stanza del reparto di medicina d'urgenza dell'ospedale "Ca' Foncello", di Treviso. 

La donna era stata trasportata alla struttura sanitaria dagli stessi militari perché sospettata di occultare nell'intestino alcuni ovuli di sostanza stupefacente, probabilmente cocaina.    

 

L'arma aveva la sicura e non c'è stato neppure il tempo che la donna cercasse di disattivarla, perché è stata bloccata e arrestata dai finanzieri.

Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini. "Una nigeriana 31enne, controllata dalla Guardia di Finanza a Treviso, è stata scoperta con parecchi ovuli in pancia – ha scritto su Facebook -. Non contenta, ha aggredito una militare delle Fiamme Gialle sottraendole l'arma d'ordinanza e cercando di fare fuoco. Non ha sparato solo perché non è riuscita a togliere la sicura. Nel 2016 la nigeriana aveva ricevuto il diniego della protezione internazionale. Piena solidarietà alle Forze dell'Ordine, tolleranza zero per i delinquenti che portano droga nelle nostre strade e aggrediscono chi si occupa della nostra sicurezza".

 

"Innanzitutto la mia solidarietà alle Forze dell'Ordine e i complimenti per la capacità di risolvere una situazione complessa come quella che di è verificata all'Ospedale di Treviso". Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, commenta così il concitato episodio.

"Si tratta di un corriere della droga - ha specificato Ciambetti - che non avrebbe esitato a sparare contro i poliziotti ai quali aveva strappato una pistola. Purtroppo per troppi anni il lassismo, il non aver fatto scontare pene certe e giustamente severe, hanno radicato nella mente di troppi delinquenti che il nostro sia il paese di Bengodi e della massima impunità. Fortunatamente si è cambiato rotta e non ci sono tentennamenti, falsi buonismi ne' complicità colpevoli. Proprio l'episodio trevigiano però dimostra che i danni del passato saranno difficili da superare e curare: di certo dobbiamo spiegare a tutti che la festa è finita".

 

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