18/06/2018possibile temporale

19/06/2018quasi sereno

20/06/2018quasi sereno

18 giugno 2018

Benessere

Salute: giga finiti e niente wi-fi, panico e tachicardia per 'sconnessi'.

AdnKronos | commenti |

Roma, 19 feb. (AdnKronos Salute) - Ritrovarsi con i giga dello smartphone finiti e senza connessione. E' l'incubo di chi 'vive' sulla rete e anche un rischio per la salute. "Se un tempo le fonti di ansia e preoccupazione erano perlopiù causate da figli, relazioni sentimentali complicate, frustrazione sul posto di lavoro e paura di non arrivare a fine mese, ora a creare agitazione e pensieri negativi, quelli che provocano mal di pancia e tachicardia, o che non fanno dormire la notte, ci si mette anche la tecnologia", sostiene Terenzio Traisci, psicologo, formatore e ideatore dell’Ingegneria del buon umore, autore del libro 'Felicemente stressati', una guida che insegna a vincere lo stress attraverso la risata.

Il fenomeno descritto dall'esperto è al centro del film 'Sconnessi', in uscita il 22 febbraio, diretto da Christian Marazziti. Una famiglia allargata si ritrova in uno chalet di montagna senza connessione internet. Ecco che panico, dissidi e rabbia si scatenano nel tentativo di tornare a comunicare in modo tradizionale. "Da qualche tempo ormai viviamo in una condizione di connessione perenne - aggiunge Traisci - che ci porta a pensare di dover sempre essere attenti e pronti a una risposta immediata. Ma fra chat, social network, e-mail e applicazioni varie non stacchiamo mai gli occhi dal telefono, né tantomeno la testa dagli impegni".

"Whatsapp, la chat più utilizzata del mondo, è sicuramente uno dei principali motivi di stress e tensione, causa di litigi fra coppie e amici. Solo per fare alcuni esempi - ricorda l'esperto - quando va in crash e ci sembra di essere isolati dal mondo; quando ti aggiungono in mille gruppi, animati da persone spesso troppo ‘attive’; quando l’interlocutore non risponde nonostante la doppia spunta blu; i messaggi vocali: c’è chi riesce a mandarli lunghi anche 5 minuti!; quando ricevi chiamate e video chiamate e sai già prima di rispondere che la comunicazione sarà un incubo; quando i clienti o i fornitori ti scrivono a qualunque orario e in qualunque giorno della settimana, anche nel weekend".

Secondo Traisci "le chat sono passate dall’essere una rivoluzione epocale nel modo di comunicare, poiché hanno fornito alle persone l’opportunità unica di comunicare con una rapidità e con una varietà prima inesistente, al tramutarsi un incubo poiché ci fanno sentire sempre forzatamente reperibili, a dover accorciare i tempi di risposta, costringendoci a una rapidità costante che genera ansia”.

Come si può trovare una soluzione? "Occorre fare un ragionamento inverso rispetto a quelli comuni e diffusi, che suggeriscono di isolarsi per qualche ora al giorno per concentrarsi, poiché ciò rappresenta una forzatura rispetto all’evoluzione del nostro Dna - suggerisce lo specialista - L’obiettivo deve essere quindi quello di creare le condizioni per la concentrazione, che sono l’opposto delle condizioni per la distrazione, quindi: 1) Alla stanchezza sostituisci più riposo, micro pause in cui ti rilassi, respiri e chiudi gli occhi; 2) Alla noia sostituisci significato, cioè il perché fai quello che fai e cosa è davvero importante per te; 3) Alla sedentarietà sostituisci esercizio fisico, perché favorisce la produzione di sostanze (neurotrofiche) che aiutano i tuoi neuroni; 4) Alla reazione alla casualità degli eventi, delle notifiche di messaggi/email, sostituisci la programmazione di quando distrarti (che sarà la tua ricompensa, per cui sarai più motivato a concentrarti)".

 



AdnKronos

Commenta questo articolo


vedi tutti i blog

In Edicola

copertina del giornale in edicola

Il Quindicinale n.938

Anno XXXVII n° 12 / 21 giugno 2018

SULLA MIA PELLE

Il tatuaggio: una moda vecchia 5300 anni

archivio numeri

Grazie per averci inviato la tua notizia

×