26 agosto 2019

Politica

Salvini: "Il 20 agosto sfiduceremo Conte"

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Sulla sfiducia a Conte, Matteo Salvini tira dritto puntando alla crisi di governo. Il vicepremier e ministro dell'Interno, intervenuto a 'Non Stop News' su Rtl 102.5, conferma infatti il piano della Lega: "Il 20 agosto - spiega - sfiduceremo il premier". "Non ho capito perché - aggiunge Salvini - il presidente della Camera Fico, invece di mettere prima in agenda il taglio dei parlamentari, lo ha messo dopo la mozione di sfiducia. Non è colpa mia e non mi permetto certo di interpretare i pensieri del presidente Fico". "In tantissimi - continua il leader del Carroccio - chiedono che non ci siano giochini di palazzo, governi tecnici. La via maestra, democratica, trasparente, lineare, è quella delle elezioni. Stiamo facendo tutto il possibile - ha aggiunto - perché gli italiani possano votare. No a governi strani, prima si vota, meglio è. Il 14 agosto, con 7 ministri leghisti, avremmo potuto far finta di niente, invece abbiamo scelto di metterci in gioco. Il tutto è nelle mani del Presidente della Repubblica, che con equilibrio e saggezza saprà cogliere quello di cui il Paese ha bisogno. Se tagli i parlamentari puoi aspettare 6-7 mesi senza governo e senza maggioranza, oppure votare subito. La legge lo permette. E poi attuare il taglio. Non vorrei che qualcuno tirasse a perdere tempo".

 

Insomma "il 20 sono a Roma per costruire il futuro. Noi stiamo ragionando di futuro", ha sottolineato Salvini aggiungendo: "Temo che in questi minuti, mentre noi stiamo ragionando di futuro e di ponti, qualcuno stia ragionando di poltrone. Speriamo che non ci siano giochini di palazzo e che non accada che gli italiani possano essere governati da chi ha perso le ultime elezioni tutte una dopo l'altra. Sarebbe democraticamente curioso". Il riferimento è alle ipotesi di maggioranze alternative in parlament

 

GIORGETTI - Sui tempi della crisi interviene anche Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e soprattutto numero due della Lega: "Sono le decisioni di un capo - spiega al Fatto Quotidiano -, e un capo sempre decide lui da solo e alla fine sono responsabilità personali".

Sarebbe stato più facile andare a votare se la crisi di governo si fosse fatta prima? "Sì, secondo me sì", ammette Giorgetti, dopo che il Carroccio è uscito sconfitto in Senato sulla calendarizzazione della mozione di sfiducia a Giuseppe Conte. Ora il nuovo terreno di scontro, tra M5S e Lega, è sul taglio dei parlamentari. Si potrebbe votare alla Camera la quarta e ultima lettura della riforma costituzionale, tanto cara al M5s, dopo le comunicazioni in Parlamento di Conte? No, secondo Luigi di Maio. "Non sono un costituzionalista, questo bisognerebbe chiederlo al presidente della Camera dei Deputati – afferma Giorgetti – noi siamo disposti a votare anche per la quarta volta, come abbiamo già fatto per tre volte questa riforma".

 

Ma poi si potrà andare subito al voto?

"L’interpretazioni non tocca farla a noi". Su tutto la Lega pare spiazzata dalle decisioni del presidente del Consiglio Conte. "Noi pensavamo che Conte si dimettesse l’altro ieri, però vuol aspettare il venti (agosto, giorno delle comunicazioni in Senato, ndr) e allora aspettiamo il venti".

 

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