12 novembre 2019

Italia

Sassi dal cavalcavia, il folle 'passatempo'

45 i casi dall'inizio del 2015

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Un 'passatempo' dettato dalla noia e dalla violenza. Anche in questa torrida estate proseguono i casi di lanci di sassi sulle auto dai cavalcavia. Sono soprattutto i giovanissimi i protagonisti di questi gesti che in passato hanno causato la morte di diverse persone.

Secondo i dati forniti dall'Osservatorio 'Il Centauro' dell'Asaps, il portale della sicurezza stradale, nei primi sei mesi del 2015 sono già 45 gli episodi registrati e 15 i minorenni fermati o arrestati. Un 'gioco cattivo' che coinvolge tutta l'Italia: 16 i casi avvenuti al Nord, 10 al Centro e 19 al Sud.

A compiere queste 'bravate' sono per lo più adolescenti annoiati dalla routine di provincia, mostrano i numeri preoccupanti forniti dall'Asaps: nel 2014 sono stati 62 i minorenni coinvolti nei 90 episodi di lancio di sassi sui veicoli, nei quali sono rimaste ferite 23 persone, sono 52 le persone fermate e 13 quelle arrestate. E non si tratta di fatti isolati, ma di gesti che per emulazione si sono ripetuti più volte. Una 'moda', purtroppo, che ha fatto anche diversi morti.

La prima vittima accertata della follia dei 'killer del cavalcavia' risale al 1986. Maria Jlenia Landriani di due anni e mezzo, morì colpita da un sasso, mentre dormiva in auto, sulla provinciale Milano-Lentate. Dieci anni dopo, il 26 dicembre 1996, Maria Letizia Berdini, 31 anni, mentre viaggiava con il marito. Le indagini, dell'epoca, portarono all’arresto di alcuni giovani che confessarono di aver agito per noia. Quella tragedia colpì l'opinione pubblica e da quel momento tutti i cavalcavia delle autostrade italiane sono stati numerati per permettere di individuare subito la località e il punto esatto degli incidenti.

 

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