17 settembre 2019

Vittorio Veneto

Scandalo delle salme, due venivano dal cimitero di Cordignano

"Sono senza parole", commenta il sindaco Biz

Claudia Borsoi | commenti |

CORDIGNANO - Ci sono anche due salme, provenienti dal cimitero di Cordignano, tra le 27 rinvenute dai carabinieri del Noe all’interno di un capannone a Scurelle, immobile posto ora sotto sequestro. Ieri i carabinieri di Trento e il sindaco di Scurelle hanno informato il primo cittadino di Cordignano Alessandro Biz che, oggi – sabato, provvederà ad avvisare i parenti dei due defunti.

 

Le salme, una volta esumate, erano state prese in carico da una cooperativa trentina che doveva portarle al forno crematorio. I carabinieri hanno denunciato il presidente della coop per vilipendio di cadavere e gestione illecita di rifiuti. «Ora, con le altre salme, si trovano nella chiesetta del cimitero del paese in situazioni igienico- sanitarie non adeguate» dice Biz.

 

Non appena i famigliari saranno informati, potranno affidarsi ad un’impresa funebre per recuperare le salme dei loro cari e portarle al forno crematorio, a cui dopo l’esumazione dal cimitero (si tratta di salme tumulate oltre 20 anni fa) erano destinate. «Sono senza parole – commenta il sindaco -, si tratta pur sempre di persone e mi dispiace molto per i loro cari. Il Comune non ha avuto alcun contatto diretto con la cooperativa incaricata alla cremazione. I nostri uffici si sono limitati ad autorizzare i parenti dei defunti a procedere con l’esumazione della salma, procedura per la quale si sono affidati ad una agenzia di onoranze funebri che, a sua volta, poi procede mezzo terzi per la cremazione delle salme. E l’intera spesa è a carico della famiglia».

 

Quelle due salme, su disposizione dei famigliari, erano state affidate alla coop per tramite delle onoranze funebri Zanette di Cordignano. Le onoranze funebri precisano che per quelle salme era prevista, in accordo con i famigliari, la cremazione in casse di cellulosa, cioè cartone, dunque il trasbordo da quella in legno e zinco in cui la salma si trovava al momento dell’esumazione a quella in cellulosa, operazione per cui la coop sarebbe stata autorizzata.

 



Claudia Borsoi

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