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20 luglio 2018

Conegliano

Schianto fatale a Codognè, addio a Francesco Sanson

Storico sindacalista della Cisl, era molto conosciuto in paese grazie al suo impegno in parrocchia

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CODOGNE' - E’ Francesco Sanson, 75enne di Cimetta, la vittima dell’incidente avvenuto ieri sera a Codognè, lungo via Vittorio Veneto. Ancora da chiarire la dinamica dell’accaduto: per ora si sa che la sua Fiat Panda grigia ha terminato la corsa nel fossato che costeggia la strada.

 

Non si sa ancora se l’uomo sia stato colto da un malore prima dello schianto, o se sia morto in seguito alla fuoriuscita dalla strada.

 

Sanson era ancora vivo quando sono arrivati i soccorsi. Estratto dall’abitacolo grazie all’intervento dei vigili del fuoco, l’uomo è stato consegnato al personale del Suem 118, che nonostante gli sforzi non ha potuto salvargli la vita. Il 75enne era uno storico sindacalista della Cisl, ed era molto noto a Cimetta: suonava infatti l’organo in parrocchia.

 

La musica era una vera e propria passione, visto che Sanson suonava il trombone nella fanfara alpina di Conegliano e che insegnava a suonare la fisarmonica. Grande lutto in paese per un uomo impegnato nel volontariato e, per 40 anni, nelle lotte sindacali.

 

Classe ‘42, Sanson ha iniziato a lavorare al Mobilificio Mo.di.co di Codognè, dove a metà anni Sessanta ha cominciato la sua attività da sindacalista con una dura vertenza proprio sul suo ruolo di rappresentante dei lavoratori all’interno dell’azienda. Appena uscito in aspettativa, ha operato come sindacalista a tempo pieno a Montebelluna nella FILTA e nel ’70 in Filca Cisl Treviso, seguendo importanti aziende del settore del legno-arredo come Archiutti, BG Arredamenti, Lucatello, Gasparello Mobili.

 

Nel ‘72 è andato alla Filca Padova, dove è rimasto fino al ‘78, per poi diventare reggente alla Filca di Vicenza ed entrare nella segreteria Filca del Veneto e chiudere la carriera sindacale alla segreteria della Ust di Vicenza e poi nei Pensionati di Treviso, come responsabile della zona di Vittorio Veneto e componente del Consiglio generale. Sanson viene ricordato da tutti per l’onestà, la sincerità, la capacità di ascoltare il prossimo, d’individuare i bisogni reali degli operai e lo spirito di servizio.

 

Alla sua caparbietà e alla visione si deve la costituzione, alla fine degli anni 80, delle Casse edili artigiane del Veneto Ceav e Ceva, antesignane dell'Ebav, l’ente bilaterale artigiano veneto. Ancora da definire la data del funerale. Alla moglie e ai figli, fra cui Massimo, che ha proseguito l’impegno sindacale del padre lavorando all’Ufficio Vertenze della Cisl di Treviso, l’abbraccio di tutta l’organizzazione.

 

“La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile - dice Cinzia Bonan, segretario generale Cisl Belluno Treviso -, era un sindacalista vero, di quelli che con umiltà cercano di capire i problemi per trovare delle risposte, era instancabile e combattivo sul lavoro e nella vita privata a seguito della malattia che l’aveva colpito negli ultimi tempi”. “Ho sempre ammirato Francesco - aggiunge Goriziano Merotto, ex dirigente della Filca Cisl - perché era una persona onesta, sincera, disponibile. Nel ’67 era stato assunto alla Mo.di.co. e poco dopo è uscito in aspettativa perché chiamato dalla Filca trevigiana. Una grande persona, un grande sindacalista”.

 

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