14 novembre 2019

Vittorio Veneto

SCOTTA’ CONDANNATO. INSIEME AL COMUNE DI VITTORIO VENETO

Durante una conferenza stampa, l’ex sindaco aveva dato dei “talebani” a due cittadini. Per lui la sentenza di condanna

Emanuela Da Ros | commenti | (57) |

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VITTORIO VENETO – Che Giancarlo Scottà (in foto) non abbia la virtù dell’oratoria (anche se ora siede al parlamento europeo: spicchio dell’estrema destra, accanto a quel Le Pen che ha affermato che le camere a gas sono state un “dettaglio della seconda guerra mondiale”), è opinione condivisa.

Che Giancarlo Scottà spesso sbuffi, sbotti e aggredisca verbalmente l’interlocutore è la conseguenza della sua approssimativa capacità di comunicare.

Che ingiuri i suoi concittadini, da primo cittadino, è un bollino nero.

Il bollino nero a Scottà ieri gliel’ha dato il giudice Luca Deli, che ha condannato l’ex sindaco e il Comune di Vittorio Veneto (da lui amministrato nelle ultime due legislature) a risarcire in denaro l’editore Dario De Bastiani e il signor Luigi Villanova per gli epiteti ingiuriosi e le espressioni sprezzanti utilizzati nei confronti dei due cittadini durante una conferenza stampa.

La vicenda. Il 14 maggio 2007, il Tar spinge il ricorso del Comitato che si era battuto per la non edificazione del brolo adiacente al monastero di clausura di San Giacomo. L’allora sindaco Scottà che aveva speso un sacco di soldi (dei contribuenti, ovvio) per progettare quell’edificazione si sente come Carnera. Vittorioso. Convoca subito una conferenza stampa e lì sbuffa, sbotta eccetera. Anziché illustrare con equilibrio la faccenda, butta stizza (e fango) contro quelli che ritiene responsabili del blocco del progetto che lui e la giunta avevano in mente. Se la prende con Dario De Bastiani e Luigi Villanova, peraltro assenti alla conferenza stampa.

Perché proprio con loro? Perché De Bastiani e Villanova, insieme ad altri 13 mila firmatari, avevano eletto il brolo a luogo del cuore (etichetta che lo stesso Fai gli attribuisce).

Le offese e le parole maldestre. Giancarlo Scottà canta vittoria dicendo – parole testuali – “che un certo De Bastiani, un certo Villanova…continuano ancora nel loro giornale a dire che andremo a cementificare l’area del brolo. Allora per eliminare completamente questa bugia che normalmente loro hanno scritto in continuazione di bugie…” Il tono è sprezzante, la sintassi un fià impapinada, ma Scottà procede. Dice dei due concittadini che sono un “gruppo di talebani…persone indegne di essere cittadini vittoriesi e che vadano a fare il loro lavoro da altre parti…perché non sono degne più di stare a San Giacomo”.

Alla conferenza c’è un futijo di gente, un drappello di amministratori, ci sono i giornalisti. C’è chi fonoregistra le parole pesanti di Scottà/Carnera. C’è chi ascolta imbarazzato e riferisce agli interessati quanto è stato detto pubblicamente, ma in loro assenza.

Le conseguenze. L’editore Dario De Bastiani, allora 81enne, e Luigi Villanova, cittadino conosciuto a San Giacomo per il volontariato e le iniziative a favore del quartiere, si sentono gravemente ingiuriati da chi dovrebbe rappresentarli. L’epiteto “talebani”, pronunciato in una congiuntura storica dominata da un timore terroristico internazionale, indotto anche da talebani integralisti, è pesante, offensivo. Oltre che ingiustificato e inadeguato al ruolo di chi l’ha pronunciato. Essere definiti “talebani” – al di fuori del contesto ideologico dove questa parola ha un significato preciso – equivale a un insulto. Un insulto, un’accusa che lede quella dignità morale e intellettuale dei cittadini che secondo la costituzione deve rimanere penalmente tutelata.

Tra l’altro Dario de Bastiani, oltre a essere noto in città, per le prestigiose iniziative editoriali a sostegno della cultura locale, in passato ha dato il proprio contributo fattivo per potenziare le risorse turistiche della città. Il suo casellario giudiziale è immacolato, proprio come quello di Luigi Villanova. E inoltre i due cittadini presi di mira da Scottà non rivestono nessun ruolo politico. Sono, nel momento delle brutte esternazioni dell’ex sindaco, dei semplici cittadini.

In Tribunale. Dario de Bastiani e Luigi Villanova decidono dunque di citare in sede civile Scottà e il comune di Vittorio Veneto, che il sindaco rappresenta. Il legale a cui De Bastiani e Villanova si affidano – pagando di tasca propria - è l’avvocato vittoriese Daniele Bellot. I legali a cui il comune di Vittorio Veneto si affida – coi soldi dei contribuenti – sono gli avvocati stipendiati dal comune, Paola Costalonga e Barbara Colla.

La vicenda processuale comincia nel marzo del 2008 e si intensifica negli ultimi mesi. A maggio di quest’anno, l’avvocato Daniele Bellot presenta una Memoria di replica. Un documento articolato in cui smantella le tesi degli avvocati del comune (pagati dai vittoriesi). Un documento in cui ribadisce che De Bastiani e Villanova non sono un soggetto politico, che l’appellativo “talebani” usato da Scottà ha l’accezione di “cieco e fanatico estremista, incurante degli interessi della collettività nel perseguimento ossessivo dei suoi scopi, di soggetto collocato al di fuori della sua società di appartenenza della quale doveva essere considerato nemico e dalla quale doveva essere combattuto ed allontanato” e infine che il fatto che il linguaggio ingiurioso sia ormai entrato nei dibattiti politici non lo legittima.

Ieri la sentenza. La memoria dell’avvocato Bellot convince il giudice Luca Deli del Tribunale di Conegliano, a condannare Scottà e il comune di Vittorio Veneto (cioè tutti i cittadini) a risarcire i due querelanti (con la cifra simbolica di 2.000 e 1.500 euro) e a pagare tutte le spese processuali quantificabili in 8.000 euro.

Le dichiarazioni. L’editore Dario De Bastiani reagisce alla notizia con la consueta pacatezza: “Non sono di fronte a una vittoria. Non avevo intrapreso nessuna battaglia personale. Sono di fronte a una giusta sentenza. A una soluzione civile. Le ingiurie gratuite, le parole offensive, le esternazioni scorrette non hanno mai avuto forza argomentativa. La forza viene dalla passione, dalla correttezza (anche linguistica) con cui si affrontano le sfide. Piccole o grandi che siano”. Soddisfatto anche Luigi Villanova: “La sentenza ha dimostrato che abbiamo ricevuto un danno dall’ex sindaco. E che, con il risarcimento a suo carico, è stata fatta giustizia”.

Giancarlo Scottà, Luigi Villanova, Dario De Bastiani

 



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Emanuela Da Ros

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