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13 dicembre 2017

Scuola, da Milano a Napoli studenti in piazza nel giorno della riforma

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Manifestazioni e iniziative di mobilitazione di tutta Italia: per la scuola si preannuncia una giornata 'calda'. Gli studenti tornano in piazza nel giorno in cui il Governo presenterà in Consiglio dei ministri il ddl per tradurre in via legislativa le linee guida de 'La Buona Scuola'. Il primo assaggio è arrivato nella notte. Le motivazioni delle manifestazioni di oggi sono state annunciate con un blitz studentesco messo a segno nella notte davanti al Miur, dove è stato esposto uno striscione per dire 'stop' alla riforma del governo e per supportare la LIP e le proposte dell'Altrascuola.

 

Intanto il ministero dell'Istruzione Università e Ricerca comunica che l'organizzazione sindacale Anief ha proclamato ''lo sciopero di tutto il personale docente a tempo determinato delle istituzioni scolastiche ed educative per l'intera giornata del 17 marzo 2015''.

 

"Le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni confermano la giustezza degli ultimi mesi di agitazione contro la proposta del Governo sulla scuola: noi non faremo passi indietro!" - dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti - "Nonostante le mobilitazioni e la scarsissima partecipazione degli studenti alla consultazione, vogliono calarci dall'alto una riforma che in buona parte risponde alle esigenze dell'impresa e dei poteri forti del Paese. A confermarlo vi sono le nuove agevolazioni previste per chi sceglie le scuole private e il bonus fiscale per gli investimenti privati nella scuola pubblica. Non è stato messo al centro chi vive la scuola pubblica ogni, in primis gli studenti".

 

"Rifiutiamo questo modello di scuola e torneremo a farci sentire con forza. La giornata di oggi sarà soltanto la prima tappa di un percorso di mobilitazione più che necessario" - continua Lampis - "Non ci limitiamo a richiedere il ritiro de La Buona Scuola, ma stiamo opponendo delle valide alternative, proposte il 10 marzo in una conferenza stampa alla Camera. Vogliamo un "Altra Scuola" giusta che riparta da sette priorità: un nuovo diritto allo studio col fine di raggiungere la piena gratuità dell'istruzione,; un'alternanza scuola-lavoro finanziata e qualificata; finanziamenti per il rilancio della scuola pubblica; una riforma della valutazione in chiave democratica; investimenti sostanziosi sull'edilizia scolastica; un ripensamento radicale dell'autonomia scolastica; una riforma dei cicli scolastici, dei programmi e della didattica"

 

"Chiediamo a gran voce che oltre alle priorità si ponga in discussione la Legge d'Iniziativa Popolare sulla scuola ripresentata ad agosto perché, se implementata, potrebbe costituire un grande punto di partenza per la definizione di una scuola inclusiva, laica e democratica - concludono l'UdS, la Rete della Conoscenza e Link Coordinamento Universitario - Torneremo nelle piazze anche per rivendicare un'inversione radicale sulle politiche fondate sui dogmi della precarietà e dell'austerità. Il Governo Renzi è espressione dei poteri forti che tengono sotto scacco l'intera Europa. E' necessario costruire una riscossa democratica a livello europeo che parta dalla gratuità dell'istruzione, dal reddito di base, da un lavoro di qualità e pagato, dalla definizione di un modello di sviluppo fondato sulla giustizia ambientale, sulla democrazia dei territori, sulla rottura con le politiche di austerità. Per questo le piazze di oggi saranno proiettate verso la giornata del 18 marzo, giorno nel quale movimenti e sindacati di tutta Europa, manifesteranno a Francoforte in occasione dell'inaugurazione dell'Eurotower della BCE".

 

A Roma, la manifestazione degli studenti è partita da piazza della Repubblica. Ad aprire il corteo, diretto in piazza santi Apostoli, un grande striscione che recita: '12 M una generazione che non si arrende'. "Questa mattina in piazza - ha detto uno degli studenti da un megafono - denunciamo l'ennesimo regalo alle scuole private piuttosto che finanziare la scuola pubblica. La nostra generazione non si arrende, bloccheremo questa riforma. Non ci fermeremo oggi, difenderemo il diritto allo studio con la lotta".

 

A Milano sono più di mille i liceali scesi in piazza per dire no alla riforma della scuola allo studio del governo Renzi. Gli studenti si sono incontrati in piazza Cordusio alle 9.30 e, al grido di "La nostra risposta alla 'Buona scuola' è occupare e autogestire", hanno dato vita al corteo diretto in Regione Lombardia. Oltre a slogan contro il governo, i manifestanti esprimono forte dissenso anche nei confronti dell'Expo.

 

A Torino lanci di pennarelli e matite contro la sede cittadina del Miur. Gli studenti, arrivati con cartelli e striscioni in corso Vittorio Emanuele II, hanno scandito slogan e cori tra cui "La nostra buona scuola non e' privata, ma e' quella pubblica e finanziata". Poi hanno lasciato i loro cartelli a terra davanti al portone del ministero, protetto da un cordone di forze dell'ordine, e hanno proseguito il corteo.

 

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