23 luglio 2019

E se Django fosse un Cacciatore di seggi?

Categoria: Film e animazione - Tags: Django, Lega Nord, Gianangelo Bof, Loris Da Ros

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Emanuela Da Ros | commenti | (1)

Al cinema danno Django. Uno strepitoso film di Quentin Tarantino che racconta la storia (il plot scritto così è riduttivo, ma insomma) di due cacciatori di taglie.

Django, da noi, è uscito in coincidenza con l'apertura della campagna elettorale. Mentre sul grande schermo appaiono due pistoleri che non sbagliano un colpo, fuori dalle urne di casa nostra si tenta il colpo grosso: the House of Parliament. Detta così, la campagna elettorare sembra una rapina, ma insomma.

Quella che ci si trova di fronte, però, ha tutta l'aria dell'accaparramento di un bottino. Che Camera e Senato siano preziosi, dal punto di vista legislativo, non ci piove, ma che diventino un palo della cuccagna è un segnale: l'Italia è una fiera. Di quelle paesane, di quelle di una volta: dove sgomitando un po' (e divertendosi una somma) si può acciuffare qualcosa. Pure di alternativo a un salame.

Alla fiera elettorale ambientata a Vittorio Veneto e dintorni, lo spettacolo non manca. Nelle liste della Lega nord, in particolare, è interessante vedere chi sta salendo sulle spalle di chi. E notare come l'ultimo della lista, prima ancora del gong, abbia dato segni di cedimento. E abbia detto a se stesso (e agli altri): Ma chi me lo fa fare? Chi me lo fa fare di stare a terra mentre sarà solo chi è in cima alla filatrafila che toccherà la soppressa?

Gianangelo Bof, sindaco di Tarzo, amato nel suo paese tanto da aver ottenuto l'enplein di voti alle amministrative, in vista delle Politiche si è trovato sotto le gambe di una decina di candidati. Con una possibilità di vittoria pari allo zero. Il suo collega di partito Loris Da Ros, che a Cappella Maggiore era stato in lizza per il posto di primo cittadino, ottenendo un pugno di consensi, è invece stato piazzato in una posizione strategica: a un palmo di mano dal seggio, cioè dalla carega della Camera.

Bof se l'è presa tanto che si è defilato. Da Ros, ovviamente, no.

Che c'entra Django? Per il rotto della cuffia del candidato c'entra: fare il cacciatore di taglie, come Django, significa avere coraggio, determinazione, audacia, sprezzo della paura ma anche dignità. Fare il cacciatore di seggi significa (là dove non ci sono state le primarie, per lo meno) aspettare che il partito ti scelga, ti metta in posizione, ti faccia dai dai!  In segno di incoraggiamento.

Poi c'è da dire che Django (ex schiavo nero) il cacciatore di taglie, nel film di Tarantino, lo fa per una nobile ragione: ritrovare la donna che ama e sottrarla alle sevizie della schiavitù. Il nostro candidato, in competizione intorno al palo della cuccagna, sarà sorretto dal desiderio appassionato di diventare un servitore del suo paese? di assoggettarsi a quell'inezia che è il bene della collettività? perché piuttosto che un palo della cuccagna, il parlamento - fino a prova politica contraria - resta un banco di prova: di abilità, onestà, correttenza, intelligenza, altruismo, lungimiranza. (To be continued)



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Oggi tendiamo a soffermarci troppo sugli obiettivi, e poco sulle vie per raggiungerli, sarei un ipocrita a dire che non mi sarebbe piaciuto essere candidato, chi fa politica con passione come in qualsiasi altro ambiente o lavoro, chi è senza ambizione non ha stimoli.
Gli obiettivi però non possono prescindere, il modo con il quale li si raggiunge, vede è stato bello conquistare una ragazza e poi farla diventare mia moglie e vivere ora con lei, cosa diversa è pagare per portarsi una escort in casa, in entrambi i casi sarei insieme ad una donna ma il percorso ed il risultato non sarebbe lo stesso.
In politica non è solo importante quello che fai, ci siamo abituati alla politica consumistica dove modi e obiettivi cambiano nel giro di qualche giorno, vale tutto ed il contrario di tutto tanto poi la gente dimentica, gli eroi sono i più furbi quelli che riescono a farla agli altri.
Io ritengo invece bisogni tornare agli obiettivi che diventano conseguenza di: lavoro, costanza, coerenza, qualche sbaglio ( che bisogna saper ammettere e non nascondere), critiche ( che sono determinanti perchè a caldo ti fanno arrabbiare ma ti fanno anche cambiare e correggere) e sopratutto la vicinanza col territorio.
Puoi avere tutti gli amici che vuoi all'interno di un partito ma passano e cambiano, in politica la forza sono i tuoi elettori la gente che crede in tè e che ti sostiene, poi se gli obiettivi non arrivano poco male la gente intorno ti rimane a prescindere, per fare questo ci vuole integrità e coerenza, se diventi un soldatino, quando servi vieni messo in alto quando diventi scomodo vieni caricato ma intorno non hai più nessuno.
Vedete in queste settimane ho scoperto più che mai l'invidia umana e la cattiveria, ho scoperto che poi gli amici non erano così tanti, chi ti invidiava prima perchè vedeva il tuo nome al posto del suo, chi dopo perchè non hai fatto il cagnolino.
L'unica cosa che mi ha riempito il cuore di felicità e che i miei cittadini non sono mancati,mi hanno chiamato rincuorato incoraggiato perfino i miei avversari in consiglio comunale tutti tutti mi hanno fatto sentire una parte importante di un qualcosa di grande percui tutto il resto è diventato infinitamente piccolo.
Quindi se posso permettermi di esprimere un modesto consiglio a tutti i giovani che vorranno affrontare le politica , state vicini alla vostra gente, fate per loro tutto ciò che potete, state dritti chinatevi solo dinnanzi a chi è autorevole non autoritario, siate retti e vedrete che alla lunga funzione e se non dovesse funzionare comunque nessuno potrà dire niente di voi e sarete rispettati e considerati.

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