14 novembre 2019

Cronaca

Sea Watch, è scontro

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La Sea Watch 3 è sotto sequestro. La Guardia di Finanza di Palermo è salita a bordo della nave con a bordo 47 migranti al largo del porto di Lampedusa. Insieme alla "Guardia Costiera di Lampedusa", si legge nella nota della procura di Agrigento, "hanno eseguito nel pomeriggio di oggi il sequestro probatorio della nave della ong Sea Wacth 3 per violazione dell'art. 12 T.U. Immigrazione, ponendo il mezzo navale a disposizione della Procura che ne ha disposto, previo sbarco dei migranti, il trasferimento sotto scorta nel porto di Licata". I "migranti, posti in salvo, saranno affidati a personale della Questura di Agrigento per la identificazione e per i necessari atti di polizia giudiziaria". "Le indagini proseguiranno sia per l'individuazione degli eventuali trafficanti di esseri umani coinvolti, sia per la valutazione della condotta della Ong" dice il Procuratore Luigi Patronaggio.

 

L'ONG SEA WATCH - "Siamo vicini al nostro comandante, all'equipaggio, ai naufraghi che finalmente verranno sbarcati a Lampedusa". A dirlo Giorgia Linardi, portavoce della Sea Watch che sottolinea come "ancora una volta si è dimostrato che i porti dell'Italia non sono chiusi". "Sono due le persone al momento trasbordate da una motovedetta della Guardia Costiera, una donna che non si sentiva bene e una persona che viaggiava con lei. Nel frattempo la Procura di Agrigento ha disposto il sequestro probatorio della nave - spiega - è a disposizione degli inquirenti per verificare se effettivamente ci sia un reato da contestare. Non c'è al momento nessun crimine accertato e siamo molto sereni che la giustizia farà il suo corso mentre - ribadisce - ancora una volta si è dimostrato che i porti dell'Italia non sono chiusi. Non si può disporre la chiusura dei porti, abbiamo portato avanti le procedure applicabili al soccorso in mare, che è una responsabilità, un dovere di legge e un dovere morale".

 

SALVINI - ''Già in passato abbiamo assistito a sequestri di navi delle Ong poi finiti in nulla" ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Finché il ministro sono io, nego l'autorizzazione allo sbarco. Se qualche procuratore intende fare il ministro si candidi alle elezioni. Per quanto mi riguarda, anche in caso di sequestro della nave non deve scendere nessuno a terra. Chi la pensa diversamente, se ne assuma la responsabilità''. "Sono pronto a denunciare per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina chiunque sia disponibile a far sbarcare immigrati irregolari da una nave fuori legge. E questo vale anche per gli organi dello Stato, se c'è qualche procuratore pronto a indagare Matteo Salvini perché vuole controllare i confini del nostro Paese, io vado fino in fondo". "Se qualche ministro ha dato autorizzazione a sbarcare immigrati trasportati illegalmente ne risponderà davanti agli Italiani - ha detto in collegamento a 'Non è l'Arena su La7 -. Io sono il ministro delle regole e dei porti chiusi". "Non vedo l'ora di approvare un decreto che combatte camorristi, scafisti e teppisti" conclude il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini, aggiungendo: "Spero nessuno voglia perdere altro tempo". Poco prima era sempre fonti del Viminale avevano ribadito che sarebbe stato negato "lo sbarco da quella nave fuorilegge". "Il ministro dell'Interno si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave, dal quale è lecito attendersi indicazioni precise sui presunti scafisti presenti a bordo". "Resta un tema fondamentale: la difesa dei confini nazionali e l'ingresso in Italia di un gruppo di sconosciuti deve essere una decisione dalla politica (espressione della volontà popolare) o di magistrati e Ong straniere?". "La vicenda SeaWatch3 - fanno notare -conferma una volta di più l'urgenza di approvare il Decreto Sicurezza Bis già nel Consiglio dei ministri di domani, per rafforzare gli strumenti del governo per combattere i trafficanti di uomini e chi fa affari con loro".

 

DI MAIO - "Nessun ministro del M5S ha aperto i porti" sottolineano fonti di governo dei Cinque Stelle. ''Leggiamo che il ministro Salvini accusa un ministro M5S di aver fatto sbarcare la Sea Watch. A parte aver già smentito la cosa, gli ricordiamo che è lui il ministro degli Interni ed è lui che deve dare una spiegazione sul sequestro e sullo sbarco, non deve chiederlo agli altri''. "Finché non si stabilizzerà la situazione in Libia, non si risolverà mai la questione dell'immigrazione" ha detto poi Luigi Di Maio intervenendo a 'Che tempo che fa'. "Le ridistribuzioni sono una soluzione e ci vuole una collaborazione allo sviluppo per i rimpatri''.

 

PD - "Anche sulla Sea Watch continua il solito e ridicolo balletto di Di Maio e Salvini" sottolineano fonti del Pd. "Sono senza vergogna. E hanno paura di perdere le elezioni".

 

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