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25 giugno 2019

Esteri

Sea Watch e Sea Eye, Malta dice sì a sbarco

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Sta per finire dopo 19 giorni l'odissea dei 49 migranti che si trovano a bordo delle navi Sea Watch e Sea Eye. Il premier maltese Joseph Muscat ha annunciato che potranno sbarcare a Malta, aggiungendo che 8 stati membri dell'Ue hanno accettato "di accoglierli tutti. Gli otto Paesi sono Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia. Quanto ai 249 migranti che Malta ha soccorso alla fine di dicembre, 131 verranno ridislocati in altri paesi Ue e 44, provenienti dal Bangladesh, verranno rimpatriati, ha aggiunto il premier maltese.

 

"Riceviamo la notizia dello sbarco a Malta, finalmente autorizzato e dopo lunghissimi giorni di trattative. Siamo contenti che si sia riusciti ad arrivare a una soluzione europea, anche se questo ha preso molto tempo e dimostra come sia necessario organizzarsi per avere una soluzione di redistributiva immediata. Non è possibile che lo scarico sia condizionale al raggiungimento di un accordo tra Stati membri", ha commentato Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch, ringraziando "tutta la società civile che si è mossa in questi giorni e ha dimostrato una grande solidarietà. Vogliamo ringraziare le organizzazioni di United4Med che ci hanno dato il loro supporto, vogliamo ringraziare tutte le persone che si sono rese disponibili su ogni livello, dai porti al cibo. Per noi significa tantissimo perché dimostra che c'è un'Europa diversa. Siamo contenti di poter finalmente liberare le persone che sono imprigionate da quasi 20 giorni a bordo".

"Ci rendiamo conto dello sforzo di Malta che non può farsi carico degli sbarchi di tutte le navi soccorse anche al di fuori della propria area SAR. Crediamo - ha concluso Linardi- che sia responsabilità degli stati membri trovare un accordo sulla redistribuzione, ma non è possibile aspettare 20 giorni per uno sbarco perché non riescono ad accordarsi". "Sono molto lieto che i nostri sforzi alla fine" abbiano dati frutti e "tutte le persone" a bordo delle navi Sea Watch 3 e Sea Eye "stanno sbarcando ora. Lodo Malta, il più piccolo Stato europeo, che ha espresso la solidarietà più grande: capisco quanto sia difficile per un'isola così piccola gestire una situazione simile. Germania, Francia, Portogallo, Malta, Lussemburgo, Olanda, Italia, Romania e Irlanda hanno tutti mostrato solidarietà nel modo più concreto", ha detto dal canto suo il commissario europeo alle Migrazioni Dimitris Avramopoulos, a Bruxelles.

 

Dura la reazione del ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Mentre col premier e col ministro dell'Interno polacco parliamo di protezione delle frontiere esterne dell'Europa e di sicurezza, leggo che a Bruxelles fanno finta di non capire e agevolano il lavoro di scafisti e Ong. Sono e rimarrò assolutamente contrario a nuovi arrivi in Italia", ha commentato . "Continuo a lavorare per espellere i troppi clandestini già presenti sul nostro territorio. Cedere alle pressioni e alle minacce dell'Europa e delle Ong è un segnale di debolezza che gli italiani non meritano", ha aggiunto.

"Non penso che il governo sia a rischio e non penso neanche che si possa considerare risolta la vicenda. Non vorrei, come giustamente ha ribadito più volte Salvini, che questo cedimento a chi traffica esseri umani possa aprire la strada a molte altre vittime del Mediterraneo", ha sottolineato il sottosegretario Giancarlo Giorgetti.

 

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