21 agosto 2019

Montebelluna

Semaforo rosso per una nuova cava a Curogna

La frazione di Pederobba non avrà l’ottava cava, lo dice il Comitato Tecnico Regionale VIA

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

PEDEROBBA - Stop alla nuova cava. Il Comitato Tecnico Regionale VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) ha bocciato il progetto dell’azienda di Cavaso Emaprice, di una nuova cava nella frazione di Curogna: sarebbe stata l’ottava per la piccola località di Pederobba. Sulla questione il comitato Arianova plaude alla decisione regionale e “chiede al sindaco di rassegnarsi al verdetto e alla competenza degli organi regionali”.

Arianova si è sempre opposta al progetto perché: “Già dopo i primi approfondimenti ci è sembrato evidente che dietro il pretesto di realizzare un bacino per contenere le piene del Curogna, in realtà c’era solo l’interesse di un’azienda di realizzare una nuova cava nel nostro comune, che ne ha già 7 tra attive e dismesse. Interesse dell'azienda legittimo, meno comprensibile però l'appoggio dell'amministrazione comunale ad un progetto, tanto distruttivo, quanto inutile e immotivato. Il problema non era solo l’ennesima nuova cava, ma anche il fatto che la si voleva realizzare in una zona di grande pregio ambientale e paesaggistico, una delle poche di Curogna non ancora devastata dalle cave”.

Ma Arianova vuole anche sottolineare che non è il “partito del NO”, tant’è che assieme al coordinamento ACV, aveva proposto che: “… il bacino fosse realizzato in una delle ex-cave già devastate in passato, non più ripristinate e di proprietà della stessa azienda. Proposta non presa in considerazione a conferma che l’obiettivo era la cava e non il bacino di contenimento delle piene del torrente Curogna. Torrente che peraltro, pur considerando le abbondanti piogge torrenziali dei scorsi mesi e degli ultimi anni, dopo i lavori di consolidamento degli argini, non ha mai più avuto eventi di esondazione. A riprova che la presunta necessità di un bacino è solo un pretesto”.

Arianova però sulla questione si vuole anche togliere qualche sassolino dalla scarpa, dopo il “no” del comitato VIA: “Spiace però che il Sindaco Turato anziché adeguarsi all’autorevole parere del Comitato Tecnico Regionale VIA, dichiara alla stampa, quasi sostituendosi all’azienda, che non si arrendono e che ci riproveranno. Stiamo parlando dello stesso Sindaco che di fronte allo stop dello studio epidemiologico del Prof. Crosignani - voluto dal Comune ma inviso alla Cementi Rossi - alzò le mani e s’inchinò al volere dell’Ulss dichiarando la propria incompetenza in materia, in questo caso invece si veste da esperto ingegnere idraulico ed è pronto a sfidare la competenza degli organi tecnici regionali. Due pesi e due misure giustificati evidentemente da differenti interessi in gioco: da un lato la salute della gente e la difesa ambientale, dall'altro le esigenze del business privato locale”.
 

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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