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22 luglio 2018

Treviso

SESSO, CINGHIE, FRUSTE E LEZIONI DI NODI

In Veneto spopola il sadomaso. Pratico e teorico

Stefania De Bastiani | commenti | (4) |

TREVISO - Fruste, manette, corde, tutine in latex. In Veneto il sesso sadomaso va alla grande. Tra le mura dei castelli della sinistra piave, sul litorale veneziano, a Padova e Rovigo. In regione, gli incontri tra scambisti e amanti del sesso estremo prolificano. Il cocktail di piacere, trasgressione, dominazione e sofferenza attira. A tal punto che, in Veneto, viene insegnato.

E’ Beatrice Gigliuto l’esperta, e maestra, dell’arte del legare. In regione ha già tenuto superaffollate lezioni di bondage. E tornerà da queste parti a novembre, per riproporre l’esperienza. “Bondage. La vita italiana dell’arte di legare. Corde, nodi e legami d’amore: manuale pratico” è il libro che ha scritto la ragazza, esperta di arti tradizionali giapponesi. Nel manuale spiega come effettuare nodi sicuri, descrive i vari modi di bloccare il compagno con lacci, sostenendo che essere legati, paradossalmente, è liberatorio. Secondo l’autrice, essere assoggettati alla volontà di un altro, è grandioso. E seguaci delle prigioni del sesso, in zona, ce ne sono.

In primavera, a Noventa di Piave sono stati prenotati una serie di alberghi per un raduno di scambisti con la frusta; in un paesino della sinistra piave super gettonata la festa di qualche mese fa, in cui si dava sfoggio di perizomi da uomo e corpetti di pelle. A Rovigo, in auge i locali notturni per amanti del fetish. E a Padova, sulla bocca di tutti la coppia che, oltre a praticare il sadomaso, ne ha messo per iscritto le regole di sottomissione. E anche se in quel caso si è passati dall’amore alla violenza, dalla complicità alla denuncia, i contratti di schiavitù, quest’anno, sono molto gettonati. Non tanto negli studi legali, quanto nelle librerie.

Il best seller del momento, 50 sfumature di grigio, è un romanzo che fa perno su un contratto sancito tra dominatore e sottomessa. Contratto di sottomissione che, in Italia, come spiega l’avvocato Gian Ettore Gassani “equivale a reato”. Emulare i protagonisti del romanzo della James, proprio non si può, per legge. “Fare quel contratto significa dare una prova documentale di una vera e propria violenza scritta, contemplata, dolosa, studiata a tavolino - dichiara l’avvocato Gassani intervistato a Radio 24 - Quando si tratta di soggezioni psicologiche, di persone che non hanno potere di autodeterminarsi in famiglia, quindi di dover subire qualsiasi volontà e vessazione, è un reato. Per cui metterlo per iscritto, addirittura, significa una vera e propria condanna”.

Lecito, dunque, utilizzare guanti di pelle, fruste di cuoio, e corde di gomma. L’importante è non prendere in mano la penna.

 



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Stefania De Bastiani

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Il sesso è l'anima di ogni forma di mercato. Consapevolmente e no, si fa tutto in nome del sesso.Si subisce anche violenza.
Non sorprendiamoci di quanto accade. Oggi anche nel veneto.
Nessuna morale.Liberi di fare tutto quello che si vuole.
E parlarne soprattutto.
Parlarne, parlarne, parlarne tanto di sesso, e qualche volta riuscire anche a farlo.

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Tutto questo mondo fa solo pena. Dietro c'è solo solitudine, malinconia, frustazione e fallimento morale. Si pensi ad una famiglia, padre, madre e cinque bambini. Molta più allegria e gioia di vivere.

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Sopratutto frustazione visto che si parla di fruste!

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non fate i bacchettoni.!!! chi nn lo a mai provato una volta nella vita non sa cosa si perde o cosa non può piacergli!!!! fate l'amore in tutte le maniere e non la guerra hihihihihihih

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