21 agosto 2019

Nord-Est

Si avvicina il “Bomba Day” per Vicenza

Mancano poco più di dieci giorni alla data fissata per il disinnesco del mega ordigno inglese ritrovato al Dal Molin

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VICENZA – E’ quasi terminata la costruzione del barricamento alto 12 metri che garantirà al sicurezza dell’area circostante alla bomba inglese del peso di 4000 libbre rinvenuta all’ex aeroporto Dal Molin di Vicenza e che gli artificieri del 2° Reggimento genio guastatori alpino di Trento, guidati dal trentaduenne Capitano Salvatore Toscano, disinnescheranno il 25 aprile. A procedere materialmente al disinnesco sarà il Primo Maresciallo Massimo Careddu, ma sono decine gli uomini dell’esercito impegnati nell’operazione, che contano anche nella clemenza del meteo per rispettare la tabella di marcia dei lavori.

La “Old Lady”, come è stata soprannominata amichevolmente la bomba, sarà circondata da un terrapieno che consentirà di ridurre sensibilmente l’area da evacuare e che, in caso di esplosione, eviterà che tutti gli edifici nel raggio di 1km vengano completamente distrutti. La forma del terrapieno, molto simile ad una “U”, garantirà anche lo sfogo dell’onda d’urto in caso di esplosione accidentale. “Quasi completata la costruzione del barricamento principale, in questi giorni l’Esercito si sta concentrando nella creazione di un altro barricamento, alto quanto quello principale e a forma di isola, collocato davanti all’apertura dell’altro con la finalità di separare e smorzare l’onda d’urto dell’eventuale esplosione” ci spiega il Ten. Col. Gianluca Fasciani, Capo Sezione Pubblica Informazione del Comando Forze di Difesa Interregionale Nord di Padova, guidato dal Gen. C.A. Bruno Stano, che coordina e monitora l’intervento nell’ambito delle funzioni di comando e controllo che esso svolge su tutto il territorio dell’Italia settentrionale nell’impiego del personale della Forza Armata in attività di concorso alle forze di pubblica sicurezza, di bonifica occasionale di ordigni bellici inesplosi e negli interventi in caso di calamità naturali.
La difficoltà di questa bonifica è tale che la NATO l’ha assunta come caso di studio. "La situazione è complessa, anche per il contesto ambientale nel quale si opera, all'interno della Città di Vicenza e con la presenza, tra l'altro, della base americana Dal Din a poco più di cento metri dall'ordigno – prosegue il Ten. Col. Fasciani – ma si inserisce nel costante impegno profuso dall’Esercito per la bonifica occasionale di ordigni bellici inesplosi, che nel 2013 ha visto il 1° FOD prima e successivamente il Comando Forze di Difesa Interregionale Nord intervenire nell’area del Centro-Nord Italia, coordinando l’attività di ben 7 Reggimenti del Genio, in 6553 occasioni”.
“Il personale dell’Esercito, grazie alla professionalità e all’esperienza maturata anche nei teatri operativi esteri per operazioni tipicamente militari, esalta, in interventi di questo tipo, la sua spiccata connotazione “dual –use” intervenendo nei casi di pubbliche calamità e utilità, in ogni momento, a supporto della popolazione su tutto il territorio nazionale e dimostrando che la Forza Armata è una risorsa pronta e flessibile al servizio del Paese, come è avvenuto, d’altro canto, nelle ondate eccezionali di maltempo che hanno colpito l’Italia negli scorsi mesi, dall’alluvione in Sardegna, a Modena, a Pisa, passando per il Lazio, la Provincia di Treviso e l’emergenza neve nel Bellunese” chiude il Ten. Col. Fasciani.

BDN

 

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