10 dicembre 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Si fingono avvocati del comune per ottenere informazioni sulla tragedia del Molinetto della Croda

Domande che hanno posto alcuni sospetti ai volontari

Claudia Borsoi | commenti |

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Si fingono avvocati del comune per ottenere informazioni sulla tragedia del Molinetto della Croda

REFRONTOLO - Stupiti e amareggiati. Comune di Refrontolo e associazione Molinetto della Croda denunciano un misterioso sopralluogo fatto nei giorni scorsi al Molinetto della Croda da parte di alcuni avvocati che si sono finti i legali dello studio che assiste il Comune, questo per ottenere dai volontari delle informazioni sui fatti del 2 agosto 2014.

 

Il Molinetto della Croda, come sempre, era aperto per le visite dei turisti. E tra loro si sono mescolati i finti avvocati del Comune. Si sono presentati ai volontari dell’associazione con un falso nome. I legali hanno detto di appartenere allo studio Barel Malvestio & Associati, che assiste il Comune nella causa civile legata ai fatti di cinque anni fa. E hanno chiesto informazioni tecniche sui fatti del 2 agosto 2014.

 

Domande che hanno posto alcuni sospetti ai volontari che, confrontatisi con il Comune, hanno poi scoperto che quelli non erano gli avvocati dell’ente.

 

«Abbiamo informato chi di competenza e messo a disposizione i filmati delle telecamere di videosorveglianza - afferma il presidente dell’associazione Molinetto della Croda, Luca Lorenzetto -, visto che l’episodio ci è sembrato da subito ambiguo e ci ha lasciati piuttosto perplessi. A noi volontari i visitatori rivolgono spesso domande sui tristi avvenimenti dell’agosto 2014, cui cerchiamo di dare un qualche riscontro con gentilezza anche se con un certo disagio, visto che il nostro impegno è rivolto unicamente alla promozione dell’immagine del Molinetto come “luogo di vita e di cultura”. Certo non ci aspettavamo un trattamento così inappropriato».

 

«Presentarsi con un falso nome per ottenere qualsivoglia informazione è un reato - sottolinea il sindaco di Refrontolo Mauro Canal -. Se poi penso alla delicatezza degli argomenti trattati, e ricordo che vi è un procedimento in corso sui fatti del 2 agosto 2014, e alle persone che hanno subito il raggiro, volontari del nostro paese che dedicano il loro tempo libero alla cura e alla valorizzazione del territorio, anche in giorni e orari in cui altre persone sono in vacanza, l’episodio accaduto mi lascia ancora più amareggiato e perplesso».

 



Claudia Borsoi

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