12 novembre 2019

Vittorio Veneto

SI INAUGURA IL MUSEO DEL BACO. ANZI NO

Due giorni fa Scottà annuncia l'inaugurazione di un museo. Oggi fa dietrofront

Emanuela Da Ros | commenti | (8) |

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Vittorio Veneto - Se dovessimo (è quasi d'obbligo) usare il dialetto, dovremmo scrivere che "i se a fa e i sea gode".

Cioè che il comune, nonostante il suo interregno elettorale, annuncia l'inaugurazione di un nuovo museo. Per smentirla e "rinviarla a data da destinarsi" appena due giorni dopo.

Cerchiamo di spiegare quello che potremmo definire il "giallo del baco". L'8 giugno, una mail di Giancarlo Scottà, sindaco uscente del comune di Vittorio veneto, annuncia che venerdì 12 giugno verrà inaugurata "la prima sezione del Museo del baco da seta di Vittorio Veneto, nato dal desiderio di documentare,  attraverso un'importante raccolta di strumenti e attrezzature, nonché pubblicazioni, manifesti, filmati e foto storiche, una delle principali attività economiche operanti nel territorio fino a un  passato recente."

Il comunicato prosegue dicendo che "sono ormai molti anni che l'amministrazione di Vittorio Veneto è impegnata nella raccolta di documentazione relativa a questo peculiare tema della storia locale e il  Museo ora dispone grazie a donazione o acquisto, di diverso materiale di grande interesse specifico, già appartenuto a privati ed a imprese che avevano operato nel campo bacologico."

Scottà aggiunge inoltre che durante l'inaugurazione (della quale peraltro non è specificato l'orario!) c'è l'intenzione "di consentire un primo accesso guidato ai visitatori per ottenere da loro dei consigli e contributi, prima di concludere anche la seconda sezione del Museo."
 

La notizia passerebbe quasi inosservata se non fosse che oggi, il neo deputato al parlamento europeo Giancarlo Scottà, che però si firma ancora Sindaco di Vittorio Veneto, manda una seconda mail nella quale, telegraficamente, senza addurre alcuna motivazione, scrive che "con riferimento all'invito di lunedì scorso relativamente all'inaugurazione del Museo del Baco da Seta, sono a comunicarvi che l'inaugurazione è stata spostata a data da destinarsi."

Insomma due giorni fa il Comune si gloria di inaugurare un nuovo museo che (si legge nel comunicato) "trova la sua collocazione ideale in una vecchia Filanda, ubicata a San Giacomo di Veglia frazione di Vittorio Veneto, uno dei complessi industriali più consistenti e più antichi" e dopo due giorni, si scusa per il falso allarme e procrastina il tutto a quando sarà...

Il giallo del museo-da-inaugurare-anzi-no stupisce Adriana Costantini che definisce il Museo del Baco "un'altra Victoria story". Da Consigliere regionale, Costantini - in passato - aveva infatti presentato diverse interpellanze sul Museo del Baco, di cui si parla da decenni. Museo (mai aperto, mai inaugurato) che è stato plurifinanziato (dalla Regione Veneto con 25 mila euro) e dallo stesso comune; che è stato oggetto di interesse da parte della Regione (che aveva messo i lucchetti - poi trafugati - alla struttura) quando si parlò di una probabile sottrazione di oggetti espositivi; che è stato al centro di dibattiti consiliari e mediatici poi stranamente sopiti.

Costantini si meraviglia per questa inaugurazione annunciata e ritirata (di cui non era a conoscenza peraltro) anche perché la ritiene lesiva di quelle norme elettorali che vietano qualunque inaugurazione durante la campagna per il rinnovo degli organi di governo della città.

Perplesso sulla questione anche Giorgio De Bastiani. Il padre del candidato sindaco (scelto dal Pdl e dall'Udc), Dino De Bastiani, era infatti il maggiore esperto - a livello regionale o nazionale - del Baco da seta. Ed è stato grazie a Dino De Bastiani se l'idea di creare a Vittorio Veneto una struttura che ricordasse l'attività serica aveva cominciato a concretizzarsi. "Mi stupisce e mi amareggia - commenta Giorgio De Bastiani - che la mia famiglia a cui si devono le donazioni dei privati per la raccolta museale e la cineteca che qualche tempo fa è stata prestata al Comune di Vittorio Veneto - non sia mai stata coinvolta negli ultimi atti di creazione del museo. Nè sia stata informata dell'eventuale inaugurazione di una struttura il cui nucleo espositivo si deve a mio padre, come testimonia un ricco dossier che potrei mettere a disposizione di chiunque lo chiedesse".

Al di là delle riflessioni delle persone coinvolte direttamente nella questione, le dormande che urgono sono: perché il comune ha rinunciato a inaugurare il Museo? esiste davvero un Museo del Baco? e perché Giancarlo Scottà anziché al parlamento di Strasburgo pensa al bruco di san Giacomo?

 



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Emanuela Da Ros

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