26 agosto 2019

Si può

Categoria: Notizie e politica - Tags: crisi

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Rocco Barbaro | commenti |

 Per uscire dalla crisi basta ricordarsi l'ingresso.

 Tornare sui propri passi afferrare la maniglia della porta, aprirla, chiuderla, e lasciarsela alle spalle.

Rinunciare o scegliere? Questo è il dilemma.

Rinunciare a una o più automobili, spesso corredate di garage, o scegliere di andare a piedi senza dispendio di risorse economiche (senza alcuna retribuzione facciamo anche gli autisti)?

 E il bambino a scuola come lo porto

Svegliandomi al mattino un po' prima?

Avviandomi  mano nella mano, e passeggiando per 30 minuti con lui che mi chiede i mille perché della vita?

 Intanto che cammino  mi accorgo, proprio da quella mano, che il bimbo sta crescendo. Era tanto che non sentivo così a lungo (30 minuti) quel morbido contatto!

E' una sensazione meravigliosa.  Lo scolaretto che, nell'andare a scuola, porta a spasso il genitore è un' immagine gioiosa e rassicurante. 

Questo è solo uno dei tanti esempi possibili per uscire dalla tanto conclamata crisi.

Perchè la crisi, per quel che mi riguarda, non è solo la difficoltà di pagare il gas o la luce, o di cosa comprare a Natale e dove festeggiare l'ultimo dell'anno. La vera crisi è l'assenza di calore umano.

Quel  tentativo, anche vago, di riconoscersi nel proprio io.  Quel senso di appartenenza che ti fa sentire improvvisamente più forte e coraggioso.

 La crisi è il furto del nostro tempo.

 Torniamo a investire nel tempo, se è vero che il tempo è danaro.

 Andiamo in banca e riprendiamoci tutto il nostro tempo: quello che loro, abilmente, trasformano in monete.

                                               

 

                                              

 

                                             

 

 



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