16 dicembre 2019

Oderzo Motta

Sicurezza, «In Veneto è allarme rosso»

Zaia torna sulla questione degli imprenditori rapinati ieri in Veneto e ricorda il duplice omicidio Pelliciardi

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Sicurezza, «In Veneto è allarme rosso»

MEDUNA DI LIVENZA - “Adesso basta. Governo e Ministero dell’Interno dedichino più tempo a difendere i cittadini da una criminalità ormai senza freni che non a spargere immigrati sui territori. Denuncio una situazione di vero e proprio allarme rosso".

 

Si faccia qualcosa di urgente e concreto prima che ci scappi ancora il morto dopo la tragedia dei coniugi Pelliciardi, e non ci si è andati lontani, o che la gente decida di difendersi o farsi giustizia da sola. Lo Stato sconfitto abbia almeno un rigurgito di dignità”.

 

Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia interviene oggi con durezza a fronte di due gravi episodi di criminalità che hanno visto vittime di rapine in casa due famiglie di imprenditori trevigiani.

 

“I delinquenti alzano giorno dopo giorno il tiro delle loro malefatte – aggiunge Zaia – mentre giorno dopo giorno lo Stato abbassa la guardia, lasciando i pochi, mal pagati e mal equipaggiati tutori dell’ordine a combattere eroicamente una battaglia difficilissima”.

 

“Per nulla contento di aver previsto questa escalation in tempi non sospetti – dice il Governatore – adesso chiedo, anzi pretendo, attenzione a nome di tutti i cittadini Veneti. Servono con urgenza, domani stesso, più uomini, più mezzi  e più strumenti investigativi per le Forze dell’ordine e l’Esercito a dare una mano al presidio del territorio. Occorrono divise e lampeggianti sulle strade e bravi investigatori in aggiunta a quelli che oggi combattono come Davide contro Golia, per rafforzare le attività di prevenzione e dare la caccia alle bande o ai solisti, a cominciare dal sottobosco torbido nel quale si nascondono e si organizzano”.

 

“Per farlo – conclude Zaia – occorre che lo Stato si accorga di avere un tumore che rischia la metastasi e avvii senza indugi una potente cura. Prima che sia troppo tardi”.

 

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