17 luglio 2019

Nord-Est

Il sindaco di Cortina non potrà più vivere nel suo Comune

Stop ai domiciliari per Franceschi. Che si trasferisce a San Vito di Cadore

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CORTINA - Non più arresti domiciliari ma divieto di dimora nel suo Comune per il sindaco di Cortina Andrea Franceschi, arrestato il 24 aprile scorso con l'ipotesi d'accusa di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, violenza privata e abuso d'ufficio. E' questa, secondo quanto si è appreso in ambienti vicini all'inchiesta, la decisione del Tribunale del riesame di Venezia, che confermando preliminarmente la validità dell'impianto investigativo ha tuttavia disposto la modifica della misura cautelare personale nei confronti del sindaco.

 

Il provvedimento è stato accolto "con moderata soddisfazione" dal difensore del sindaco di Cortina, Antonio Prade. "E' una misura che potevamo prevedere - dice Prade - ma è migliorativa della situazione precedente. Poteva andare anche peggio". Su questa disposizione il legale annuncia un prossimo ricorso in Cassazione. Andrea Franceschi risiederà nel frattempo a San Vito di Cadore, comune a 10 chilometri dal capoluogo ampezzano.

 

Per le minoranze in consiglio comunale a Cortina la pronuncia del tribunale del riesame sul sindaco "aggrava una situazione amministrativa diventata ormai asfittica". A sostenerlo il capogruppo di 'Per la Nostra Cortina' Stefano Ghezze. "Ieri - spiega - abbiamo depositato una lettera in Comune in cui chiediamo le dimissioni del sindaco, dimissioni che, alla luce di questa pronuncia, non possono più essere rimandate". "Confermiamo la nostra volontà di non entrare nel merito della vicenda all'insegna del massimo garantismo - conclude Ghezze - ma non possiamo negare il fatto che questa pronuncia azzoppa ulteriormente l'attività amministrativa. Questa maggioranza deve prenderne atto e agire davvero per il bene della comunità".

 

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