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17 giugno 2019

Mogliano

Soldi della Camorra riciclati in Veneto, la lobbista: "Bisogna correre finché abbiamo questa politica, se capita un 5 stelle non facciamo più niente"

L'inchiesta di Fanpage incastra Grazia Canuto, la trevigiana "dama di mezzo"

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CASALE SUL SILE - "Abbiamo delle buone alleanze politiche...bisogna correre perché finché abbiamo questa politica entro un anno dobbiamo fare tutto...dopo non è facile governare una città come Venezia. Se ci capita un Cacciari o un 5 Stelle non lo so...non facciamo più niente". Ha fretta la lobbista Grazia Canuto, la "dama di mezzo" protagonista del quarto episodio della video inchiesta giornalistica di Fanpage.it su rifiuti, appalti e politica.

 

La donna, trevigiana, moglie di un alto ufficiale dell'Esercito, si dice disponibile a riciclare i soldi "sporchi" della camorra nel progetto per la realizzazione di un terminal a Marghera, un'opera da 21 milioni di euro, ma teme che l'allungamento dei tempi possa far saltare l'affare perché con "un Cacciari o un 5 Stelle" sulla poltrona di primo sindaco di Venezia il terminal potrebbe essere trasformato in un "parco tecnologico virtuale con serre per fiori e piantine".

 

Il terminal - spiega il video di Fanpage.it - fa parte di un'opera più ampia, a Marghera, il cui progetto, da 500 milioni di euro, è stato già depositato in Comune. L'ex boss Nunzio Perrella, che ha aiutato Fanpage.it a realizzare la video inchiesta su rifiuti, appalti e politica, ottiene un contatto con Grazia Canuto (che si definisce architetto e docente di criminologia dei reati all'Università di Padova) grazie a un'altra donna, che, secondo un altro 'contatto', ricoprirebbe il ruolo di segretaria 'personale' al ministero dell'Ambiente.

 

La donna, ricercata perché destinataria di un ordine d'arresto, malgrado sia latitante accetta comunque di incontrare Perrella, per metterlo in contatto con la Canuto. Durante i successivi incontri che Perrella ha con Grazia Canuto, l'ex boss sottolinea, in maniera sempre più marcata, che i soldi di cui dispone sono "insanguinati", frutto degli affari illeciti dei clan determinati a riciclarli nelle aziende del nord. Un'informazione che non sembra suscitare in lei alcun ripensamento.

 

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