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16 dicembre 2018

Economia e Finanza

Spread ai massimi dal 2013, Milano giù

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Lo spread sfonda quota 310 rivedendo i massimi da aprile del 2013. In mattinata il differenziale tra Btp e Bund si era allargato fino a raggiungere 316 punti, per poi scendere a 312 dopo le rassicurazioni del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione a Montecitorio sulla nota di aggiornamento del Def, che si è detto convinto della necessità di "abbassare i toni" in vista del confronto con la Commissione europea.

"Il nostro obiettivo è raccontare a tutte le cancellerie europee, ma soprattutto alla commissione europea che non è una manovra né contro l'Europa né contro altri governi", ha detto a sua volta il vicepremier Luigi Di Maio.

 

Intanto le vendite sui bancari tornano a farsi sentire sulla Borsa di Milano, che peggiora a metà seduta insieme al resto degli indici europei. Il Ftse Mib cede lo 0,8%, Francoforte lascia sul terreno l'1% e Parigi lo 0,64%. Nel frattempo, Bper lascia sul terreno il 4%, Ubi banca il 2,53% e Banco Bpm il 2,2%. Mps cede il 3,8%, Bim e Carige sono in asta di volatilità per eccesso di ribasso, con una perdita teorica del 5% in entramb i casi. Forti vendite d segnalare anche sul comparto assicurativo e del risparmio, dove è più elevata, quindi, la concentrazione di Btp.

 

Il picco dello spread è arrivato nel giorno dell'audizione a Montecitorio del ministro dell'Economia Giovanni Tria sulla Nota di aggiornamento al Def. "L'impegno è far scendere lo spread", ha assicurato Tria davanti le commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, sostenendo che "se salisse a 500 il governo farà quello che deve fare". Secondo il ministro "finora non c'è stata un'esplosione come qualcuno paventava" ma, ha sostenuto Tria, "noi siamo preoccupati e un Governo responsabile si preoccupa di spiegare la manovra e guidare gli investitori" per tranquillizzare i mercati e quindi far scendere lo spread.

 

Il debito pubblico italiano "è detenuto per circa due terzi da istituzioni e soggetti italiani ma ciò non lo isola dalla logica del mercato che cerca il rendimento e fugge l'incertezza", ha invece sottolineato il vice direttore generale della Banca d'Italia Luigi Federico Signorini, intervenuto nel corso dell'audizione", sostenendo che "le oscillazioni del suo valore esercitano i propri effetti anche sui soggetti italiani, famiglie, imprese e istituzioni finanziarie che lo detengono". Un avvertimento arrivato oggi anche dal Fondo monetario internazionale, che nel World Economic Outlook ha confermato il rallentamento dell'economia italiana.

 

"L'aumento dello spread" sui titoli di stato italiani "ha certamente contribuito alla nostra revisione al ribasso della crescita italiana" oltre a rendere la nostra economia "più suscettibile agli shock", ha osservato il consigliere economico del Fmi Maurice Obstfeld Obstfeld. "Quindi - ha aggiunto l'economista - pensiamo che sia importante che il governo operi nel quadro delle regole europee, che sono importanti anche per la stabilità della zona euro stessa".

 

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