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22 gennaio 2018

Nord-Est

Sta male, ma per due volte gli danno solo antibiotici: muore dopo due giorni

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Finalmente, dopo dieci giorni di snervante attesa da parte dei suoi familiari, la Procura di Rovigo ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti, sulla misteriosa morte di Carletto Ortolan, il sessantasettenne di Taglio di Po deceduto il 30 dicembre scorso nella Casa di Cura Madonna della Salute di Porto Viro, ospedale privato accreditato con il servizio sanitario nazionale.

 

Ortolan, noto commerciante di automobili, il 28 dicembre si era svegliato lamentando forti dolori addominali e nausea: è rimasto a letto e ha assunto un medicinale per il vomito, ma inutilmente. A quel punto, la moglie e la figlia hanno deciso di chiamare il 118 e il paziente è stato trasportato in ambulanza al Pronto Soccorso del nosocomio di Porto Viro, dov'è stato visitato salvo però essere dimesso quasi subito, con la sola prescrizione di una terapia antibiotica, nonostante le insistenze da parte dei suoi familiari che ne sollecitavano il ricovero.

 

L'indomani il sessantasettenne non si reggeva in piedi e, verso sera, ha iniziato anche a palesare rossori diffusi su buona parte del corpo. I suoi congiunti, allora, hanno chiamato la guardia medica che gli ha consigliato di sospendere la cura prescritta al pronto soccorso e di assumere un diverso antibiotico. Anche il cambio di medicine, tuttavia, non ha prodotto alcun effetto e la mattina del 30 dicembre, dopo aver consultato il medico di base, i familiari di Ortolan hanno chiamato ancora il 118.

 

Giunto nuovamente al Pronto Soccorso della Casa di Cura Madonna della Salute, i medici hanno finalmente deciso di sottoporre il paziente ad accertamenti approfonditi, all'esito dei quali dopo un paio d'ore è stato ricoverato d'urgenza in terapia intensiva.

 

I sanitari hanno quindi avvisato i familiari che la situazione era molto grave, e infatti alle 23.30 dello stesso giorno Carletto Ortolan è deceduto Sconvolti dal dolore, e non riuscendo a capacitarsi dell'improvvisa tragedia, i familiari, per il tramite del consulente personale Luigi Peron, per ottenere risposte e giustizia si sono quindi rivolti a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, compresi i presunti casi di mala sanità, a tutela dei diritti dei cittadini, e martedì 2 gennaio 2018 è stato presentato quale atto dovuto un esposto alla magistratura presso la stazione dei carabinieri di Taglio di Po.

 

Nel documento si chiedeva all'autorità giudiziaria di avviare gli opportuni accertamenti sul caso, onde verificare eventuali profili di responsabilità penale in capo ai medici che hanno preso in cura la vittima, ovvero la struttura ospedaliera di pertinenza, disponendo, se necessario, anche l'acquisizione della cartelle cliniche integrali nonché l'esame autoptico: la stessa direzione della Casa di Cura, peraltro, per vederci chiaro, ha già sottoposto la salma al riscontro diagnostico, un'autopsia interna, all'ospedale di Rovigo.

 

Dopo una lunga attesa di indicazioni dalla Procura - i familiari non hanno ancora potuto fissare la data dei funerali di Ortolan - oggi, giovedì 11 gennaio 2018, si è ufficialmente appreso che il Pubblico Ministero titolare del caso, il dott. Fabrizio Suriano, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, per il momento a carico di ignoti, che ha sequestrato tutte le cartelle cliniche e disposto l'acquisizione del referto del riscontro diagnostico: si è ancora in attesa di capire se il magistrato riterrà di disporre anche l'esame autoptico, incaricando un proprio consulente tecnico.

 

Sulla vicenda, che ha destato profondo sconcerto, ha presentato un'interrogazione a risposta scritta anche la consigliera regionale Patrizia Bertelle, chiedendo che la Giunta regionale accerti se si sia trattato di un caso di mala sanità e se la struttura sanitaria in questione abbia applicato tutte le pratiche mediche previste.

 

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