24 agosto 2019

Castelfranco

Stop ai partiti solo buone idee per Castelfranco

Patrizio De Gregori risponde a Mario Bertolo: a Castelfranco sono iniziate le grandi manovre per le elezioni amministrative

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

CASTELFRANCO – L’intervento di Mario Bertolo che per primo si è esposto con una proposta per le prossime elezioni comunali del 2020 a Castelfranco Veneto non è certo passata inosservata e ora gli risponde Patrizio De Gregori, che pur apprezzando la proposta di Bertolo “aggiusta il tiro” ipotizzando l’abbandono dei partiti, dando vita ad un civica che abbia come unica prerogativa le idee e non i colori politici.

“Caro Mario Bertolo, ho letto con interesse il tuo contributo al dibattito politico che sta interessando la nostra città in vista delle prossime elezioni amministrative – scrive De Gregori -. Condivido con te, soprattutto, la preoccupazione che la competizione elettorale possa decadere in una sterile e isterica opposizione ideologica con relativa “demonizzazione” dell’avversario. Del resto, anch’io sono convinto che non ci sia alcun “nemico da abbattere”, ma soltanto la possibilità di avere un futuro migliore da costruire insieme con spirito di umiltà e piena collaborazione con tutti i cittadini di buona volontà”.

“Su quest’ultimo punto, tuttavia, le nostre idee si distinguono. Se ho ben compreso, tu auspichi una sorta di grande “rassemblement”, una specie di “unione” di tutti i movimenti che si ispirano ai valori di “centro-sinistra” e che si propongano come alternativa all’attuale governo della città. Io credo però che questa strategia, pur non facendo una grinza dal punto di vista logico-operativo, potrebbe non riuscire a comunicare in maniera sufficientemente forte e chiara l’urgenza e la bontà del cambiamento. Al contrario, rischierebbe di richiamare alla mente tristemente noti tatticismi di comodo ed egoistici giochetti di potere. Potrebbe fallire nel mobilitare coscienze ed entusiasmi”.

“Sarò ancora più chiaro. A mio avviso, un’alleanza per il cambiamento, che non intenda tradire le aspettative dei sostenitori, dovrebbe limitarsi a comprendere soltanto LISTE CIVICHE, e soltanto a condizione che le diverse “vision” del bene comune, i “modus operandi” e i valori su cui si basano non si differenzino troppo. Per quanto riguarda, poi, un’eventuale simbiosi a livello locale con i partiti nazionali, credo fortemente che sia una strada da NON percorrere, nella maniera più assoluta. Il tutto, infatti, si risolverebbe in una “frequentazione assai pericolosa” destinata prima o poi (in caso di vittoria) a produrre effetti decisamente indesiderati come, per esempio, sterili antagonismi interpersonali, compromessi al ribasso rispetto all’agenda programmatica e strumentalizzazioni ideologiche ai fini della propaganda partitica”.

“A chi ribatte facendo notare che l’alleanza con un certo “simbolo” farebbe guadagnare un certo X per cento, rispondo che questi conti (fatti comunque senza l’oste, cioè i cittadini) non dovrebbero neppure entrare di sfuggita in un sano dibattito politico, se si ha come obiettivo un autentico cambiamento in meglio del panorama amministrativo. Ne sono convinto: per essere veramente libera, una formazione civica deve correre come CIVICA AL 100%: ne va della sua credibilità, direi perfino della sua stessa ragione di candidarsi alle elezioni. Deve credere in sé stessa abbastanza da convincersi di poter fare a meno di quell’X per cento, e di poter persuadere gli elettori (di qualunque colore politico) soltanto con la forza e la bontà delle proprie idee. Idee nuove e, soprattutto, MIGLIORI di quelle avute da altri, nel passato. Idee vincenti, per un servizio più prossimo alla cittadinanza”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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