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24 ottobre 2017

Politica

Stop legalizzazione cannabis, alla Camera passa solo uso terapeutico

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Stop alla liberalizzazione della cannabis con conseguente bagarre alla Camera tra 5 Stelle e Radicali da un lato e Pd dall'altro. Ieri le commissioni riunite Giustizia e Affari sociali di Montecitorio hanno adottato il testo base sulla cannabis proposto dalla relatrice Pd per la XII commissione Margherita Miotto riguardante solo l'uso terapeutico facendo cadere, quindi, la parte sulla liberalizzazione. La legge di iniziativa popolare depositata nel novembre scorso da Radicali Italiani e Associazione Coscioni prevedeva invece proprio la regolamentazione legale della produzione, del commercio e del consumo della cannabis. Da qui la protesta dei firmatari della pdl e le accuse al Pd.

"Mafie e mercanti della droga non possono che dire grazie di fronte all'affossamento del ddl cannabis legale", affermano Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e la presidente Antonella Soldo, "la scelta proposta dall'on. Miotto di portare avanti solo la parte relativa alla cannabis terapeutica è irresponsabile e ipocrita. La cannabis terapeutica è legale dal 2007 in Italia e nonostante ciò fatica ad affermarsi proprio a causa dell'aurea di criminalizzazione che ancora circonda questa sostanza: infatti sono ancora moltissimi i medici che non conoscono questa possibilità terapeutica o che si rifiutano di prescriverla per paura di essere perseguiti".

"Rinunciando a creare le condizioni in parlamento per approvare l'intero testo, il Pd ha perso l'occasione di conquistare una riforma invocata dalla stragrande maggioranza del Paese, appoggiata da numerosi magistrati e dalla direzione nazionale antimafia. Legalizzare la cannabis - sottolineano - non è un capriccio ma è un'urgenza che riguarda migliaia di detenuti nelle carceri, migliaia di processi che intasano i tribunali, milioni di euro e risorse sottratte ad operazioni della polizia; riguarda la salute, i diritti e le libertà delle persone".

"La partita sulla legalizzazione però non si chiude qui - assicurano - ma resta aperta proprio grazie a cittadini, quasi 70mila, che hanno firmato la legge di iniziativa popolare depositata da noi Radicali Italiani con l'Associazione Coscioni e numerose organizzazioni e che prevede la regolamentazione legale della produzione, del commercio e del consumo della cannabis. Essendo una legge popolare - aggiungono i Radicali - resterà in piedi anche nella prossima legislatura". "Come Radicali continueremo a batterci, anche con le nostre disobbedienze civili, perché questa legge venga discussa e approvata, per consegnare finalmente all'Italia una riforma che attende da tempo", concludono Magi e Soldo.

Sulla stessa linea gli esponenti del Movimento Cinque Stelle. "Come volevasi dimostrare - dichiarano in una nota i deputati M5S della Commissione Giustizia - Oggi il Partito Democratico, dopo tanti falsi proclami, ha affossato definitivamente la legge per la legalizzazione della cannabis, una legge di buon senso mandando all'aria peraltro un lavoro che va avanti da mesi e che ha coinvolto esponenti di tutte le forze politiche all'interno di un intergruppo ad hoc, a riprova della volontà iniziale di dare una svolta sul tema".

"Invece no, alla fine il Pd ha gettato tutto alle ortiche, tirandosi indietro e votando contro la proposta del primo firmatario Giachetti, cui denunceremo la scomparsa a 'Chi l'ha visto?' per totale assenza dal dibattito. Hanno fatto i Giovanardi del momento. Anzi, peggio", sentenziano gli esponenti 5 Stelle. "Si è votato un testo base che prevede solo la cannabis ad uso terapeutico, su cui già il Ministro Lorenzin potrebbe agire in autonomia ed già presente anche nell'altro testo base, escludendo a priori coltivazione personale e commercializzazione sotto controllo dello Stato", aggiungono i parlamentari M5S. "Una scelta - sottolineano - non solo contraria alle indicazioni fornite da illustri magistrati come il procuratore Antimafia Roberti, ma che non incide assolutamente sulla volontà, ribadita da più parti, di colpire il traffico di stupefacenti in mano alle mafie".

 

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