21 luglio 2019

Esteri

La storia di Rahaf, la 18enne saudita in fuga

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Si è barricata in un hotel di Bangkok rifiutando di tornare in Kuwait dalla sua famiglia perché temeva di essere uccisa dopo aver abbandonato l'Islam. E ora la sua storia potrebbe trovare il lieto fine. Rahaf Mohammed al-Qunun la 18enne saudita che fermata nello scalo della capitale thailandese mentre cercava di fuggire in Australia è stata autorizzata dalle autorità thailandesi a lasciare l'aeroporto di Bangkok. Lo ha annunciato il capo dei servizi della polizia thailandese competente per l'immigrazione, Surachate Hakparn, nel corso di una conferenza stampa.

Hakparn ha spiegato ai giornalisti che la giovane "ha lasciato lo scalo" insieme ad alcuni rappresentanti dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), i quali "entro cinque giorni" valuteranno il suo caso. La destinazione di al-Qunun, a cui è stato permesso entrare in Thailandia provvisoriamente, non è stata resa nota. In precedenza il dipartimento per l'Immigrazione della Thailandia aveva tentato di riportare la 18enne in Kuwait, ma al-Qunun si era rifiutata di prendere il volo barricandosi nella stanza dell'hotel.

Rahaf aveva raccontato di essere stata picchiata e minacciata dai suoi parenti e di essere riuscita a fuggire mentre con la sua famiglia si trovava in visita in Kuwait. "Se torno mi uccidono" ha raccontato la giovane, temendo per la sua vita dopo aver abbandonato la religione islamica. Rahaf aveva fatto scalo all'aeroporto di Bangkok sabato sera, diretta in Australia ma era stata fermata dalle autorità locali perché non in possesso di un biglietto di ritorno né di un visto per l'Australia. Su un account Twitter creato lo scorso fine settimane, e già con 86mila follower, la giovane aveva precisato invece di essere in possesso di un visto australiano, denunciando il sequestro del suo passaporto per mano di un rappresentante dell'ambasciata saudita a Bangkok.

Nelle scorse ore, dopo averla incontrata, l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) sta valutando la richiesta di asilo politico. "Potrebbero servire diversi giorni per esaminare il caso e determinare i passi successivi", ha dichiarato il rappresentante dell'Unhcr in Thailandia, Giuseppe de Vicentiis, in una nota citata dall'agenzia di stampa 'Dpa'. "Siamo molto grati alle autorità thailandesi per non aver rimandato indietro al-Qunun contro la sua volontà e stiamo estendendo la protezione nei suoi confronti", ha aggiunto.

 

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