20 settembre 2019

Vittorio Veneto

Lo "strano caso" di Paolo Santantonio

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VITTORIO VENETO - Quello di Paolo Santantonio, consigliere comunale di Forza Italia, diventa un “caso” politico. Nello scorso consiglio comunale, il 12 novembre, il forzista ha detto che “un dipendente comunale ha dichiarato, come da verbale, di ritenere che la struttura da lui diretta fosse stata pesantemente offesa dal consiglio, quindi per quanto esposto dai consiglieri comunali durante i loro interventi. Qualcuno ipotizza che il dipendente in questione o altro dipendente potrebbe aver presentato doglianze o atti formali nei miei confronti per quanto avrei detto in quest’aula”. Il riferimento è al consiglio comunale del 4 giugno scorso, sulla questione ex Carnielli.

 

“Nel ribadire e confermare quanto dissi in quest’aula, che per altro non ritengo offensivo della dignità e dell’onore di alcuno, ma bensì severamente critico nei confronti dell’amministrazione di questo comune, chiedo all’amministrazione stessa e al segretario generale se siano a conoscenza di eventuali doglianze o atti nei miei confronti, per eventualmente confermarli e, in caso affermativo, darne, su mia espressa richiesta, la più ampia informazione a questo consiglio e alla cittadinanza”, aveva aggiunto in consiglio il forzista. Santantonio per ora non sa nulla riguardo a possibili querele, e non ha ricevuto – ad oggi – nessuna notifica.

 

Il dipendente comunale in questione, invece, ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione in merito. Mancano quindi le conferme dirette e ufficiali su possibili “doglianze o atti formali” presentati nei confronti del forzista. Il consigliere ha intanto ricevuto un attestato di solidarietà dal proprio partito.

 

Nonostante manchi l’ufficialità, Forza Italia, attraverso il proprio coordinatore Giuseppe Maso, ha espresso comunque “massima vicinanza e sostegno al consigliere Paolo Santantonio”. “Quanto detto dal consigliere Santantonio in consiglio comunale era solamente una critica rivolta all’operato della giunta comunale”, continua Maso.

 

La possibile querela metterebbe, secondo FI, “il bavaglio ad un consigliere che in consiglio comunale, quindi durante l’esercizio delle sue funzioni, ha espresso una sua opinione”.

 

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