15 settembre 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

"Sul turismo comuni condizionati da pressioni locali"

L’architetto Claudio de Lucchi agli Stati Generali del turismo dell'Alta Marca: “Enti locali spesso vanno nel senso opposto del programma strategico di crescita regionale, per pressioni locali”.

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

VALDOBBIADENE – L’architetto Claudio de Lucchi di Pederobba ha relazionato agli Stati Generali del turismo dell'Alta Marca e racconta quanto emerso dalla discussione: “Le considerazioni emerse sono chiare, in una regione come il Veneto, dove il maggiore PIL è dato dal turismo, la prossima conferma a patrimonio Unesco dell'umanità delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene porterà, per 12 mesi l'anno, aumenti esponenziali di turismo "colto e ricco" in tutta l'Alta Marca”.

Potenzialità quindi importanti ma che potrebbero essere compromesse da una tendenza di cui parla de Lucchi: “Altra considerazione emersa è la mancanza di coordinamento tra la decisa linea politica regionale a favore del turismo slow e le politiche del singolo amministratore locale che, spinte da pressioni locali, molte volte vanno nel senso opposto del programma strategico di crescita della Regione. Tutto torna”. L'assemblea, coordinata da Atlantide srl, ha visto la partecipazione di: Camera di Commercio di Treviso e Belluno, tecnici e membri di giunta della Regione Veneto, presidente Regionale delle ProLoco, presidente e direttore del Gal Alta Marca e direttore della Fondazione Marca Treviso.

Quanto alle caratteristiche del visitatore potenzialmente interessato all’Alta Marca, l’architetto spiega che è un: “Turista disposto a spendere molto di più di quello che affolla per 4 mesi l'anno le spiagge di Jesolo, sarà alla ricerca di buon vivere, cultura ed esperienze di qualità. Tra i "plus" che abbiamo, ed il turista cerca, sono le decine di piccoli borghi rurali minori sparse nel territorio. Ogni borgo una storia vera da raccontare anche se ora in parte abbandonati e considerati sassi da demolire. Programmare la loro conservazione e recuperarli per farli rivivere economicamente e socialmente, anche per una risposta turistica, diventa un'occasione unica che possiamo prendere al volo oppure decidere a tavolino di perdere”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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