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23 novembre 2017

Economia e Finanza

Tar gela Airbnb, resta la tassa su affitti brevi

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Tassa per gli affitti brevi anche per gli Airbnb. No alla sospensiva. E’ stata pubblicata oggi l’ordinanza cautelare con la quale il Tar Lazio ha respinto la domanda di Airbnb Ireland Unlimited Company e Airbnb Payments Uk Limited per la sospensiva del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 12 luglio. Con tale atto l’Agenzia delle Entrate ha dettato disposizioni di attuazione dell'art. 4 del d.l. 50/2017, convertito dalla l. 96/2017, disciplinando tra l’altro l’obbligo, in capo agli intermediari, di versare al fisco una ritenuta sui canoni delle locazioni brevi.

Il Tar, pur riservandosi di approfondire alcune questioni di rilevanza anche comunitaria, ha comunque avuto modo di chiarire che le misure in contestazione “non si palesano discriminatorie laddove esse ragionevolmente si applicano, per la parte relativa agli obblighi di versamento, solo agli intermediari che intervengono nel pagamento del canone di locazione”.

Inoltre, sul piano della comparazione tra i diversi interessi pubblici e privati coinvolti – conclude il Tar – “appare comunque prevalente l’interesse pubblico al mantenimento degli effetti del provvedimento in esame, al quale peraltro gli altri operatori del mercato si sono già adeguati”.

RICORSO - Airbnb valuterà se portare il caso all'attenzione del Consiglio di Stato. "Per quanto riguarda l’istanza cautelare, riteniamo di dover valutare, a nostra tutela e in ragione dei motivi di urgenza, l’opportunità di portare il caso all’attenzione del Consiglio di Stato" precisa in una nota Airbnb.

"Pur non concedendo la sospensiva, il TAR ha riconosciuto l'esistenza di aspetti meritevoli di ampia riflessione in sede di merito -aggiunge - la materia oggetto del ricorso è molto complessa, non solo per la normativa applicabile ma anche - spiega la società - per la comprensione e definizione del mercato di riferimento, aspetto fondamentale per l'accertamento dei profili di discriminazione".

"Quelli degli intermediari e delle piattaforme sono due mercati ben distinti: - spiega la società -dopo la decisione di abbandonare pagamenti tracciabili, digitali e trasparenti da parte di altre piattaforme siamo gli unici soggetti online colpiti dalla norma". "Come precisato con forza al momento della presentazione di questo ricorso - precisa - i nostri sforzi sono tutti concentrati al tavolo del Mef e nel collaborare con il Viceministro Casero secondo una soluzione che crediamo sia sostenuta da quasi tutti gli operatori interessati e possa portare questo mercato verso più digitale e trasparenza".

 

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