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17 agosto 2018

Esteri

Tensione tra Di Maio e Salvini

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"Saranno 48 ore di fuoco", annuncia un big grillino, che sta seguendo da vicino le ultime, decisive, trattative con la Lega per formare un governo giallo-verde. Il nodo è sempre quello, la premiership. E continua il braccio di ferro. Il sogno dei cinque stelle, raccontano, resta sempre quello di portare Luigi Di Maio a Palazzo Chigi, anche se ancora non avrebbero chiuso definitivamente la porta al Carroccio, che propone un 'doppio passo indietro' dei due leader, i quali resterebbero dentro l'esecutivo ma alla guida di due ministeri di peso (il Viminale per Salvini e il Lavoro o lo Sviluppo economico per il capo politico pentastellato). Non a caso Di Maio lascia qualche spiraglio aperto sulla sua rinuncia, anche se in tanti scommettono che alla fine dovrebbe spuntarla per la presidenza del Consiglio.

 

"Non so se andrò a fare il presidente del Consiglio dei ministri, ma il nostro vero leader, il programma, andrà al governo di questo Paese". Anche oggi, raccontano, la Lega sarebbe tornata alla carica chiedendo ai cinque stelle di indicare il premier terzo, preferibilmente un politico ma andrebbe bene anche un tecnico. Durante il 'Consiglio federale' tutti i big del partito, tranne Raffaele Volpi, a quanto si apprende, avrebbero chiesto a Salvini di non mollare la presa sulla premiership, perché altrimenti rischierebbe di fare il 'numero due' di Di Maio e spaccherebbe il partito, mandando in tilt la base.

 

Il 'Federale' si è poi chiuso con un via libera al 'contratto di programma' in attesa del voto dei gazebo del weekend. L'ultima parola spetterà, come sempre, ai leader: non è escluso che Salvini e Di Maio (i quali, durante la giornata, si sarebbero sentiti più volte) possano vedersi domenica mattina, forse a Milano, per tirare le somme di questo estenuante confronto.

 

In attesa che si sblocchi la situazione, continua a impazzare il toto-nomine sulla 'lista dei ministri'. In pole position per la futura squadra governativa (meno di venti ministri e una cinquantina tra 'vice' e sottosegretari da nominare successivamente) ci sarebbero quasi tutti i big di entrambe le forze politiche. Resterebbe fuori, allo stato, almeno per le caselle ministeriali, il braccio destro di Di Maio Vincenzo Spadafora. Viene considerato un punto fermo Giancarlo Giorgetti nel ruolo di 'Gianni Letta' padano, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, così come la leghista Simona Bordonali per il neo-ministero della Famiglia e disabilità, fortemente voluto da Salvini.

 

Pronti a entrare nella 'stanza dei bottoni' in quota Carroccio ci sarebbero Nicola Molteni (all'Agricoltura), Giulia Bongiorno (ai Rapporti con il Parlamento) e l'attuale capogruppo a palazzo Madama Gianmarco Centinaio (al Turismo e agli Affari regionali). Secondo le ultime indiscrezioni potrebbe ritagliarsi un posto di rilievo Lorenzo Fontana, vicepresidente della Camera nonché vicepresidente del Carroccio e fedelissimo di Salvini.

 

Resta in piedi Alfonso Bonafede per il posto di Guardasigilli, mentre continua a circolare il nome di Emilio Carelli per la Cultura. Tra gli 'attenzionati' pentastellati ci sarebbero Danilo Toninelli, Giulia Grillo e Laura Castelli. Per la Difesa i rumors indicano l'ex capo di Stato Maggiore della Difesa, Luigi Mario Binelli Mantelli, in quota M5S, ma potrebbe giocarsela anche Fdi con Guido Crosetto, in quota Lega. Due 'personalità esterne' di altro profilo dovrebbero andare a occupare le caselle dell'Economia e degli Esteri, con il placet del Colle.

 

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