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22 luglio 2018

Montebelluna

Tessuti da staminali, 7mila euro a ricercatrice di Montebelluna

Donazione di Amici del Cuore ed Ascm alla biologa Elena Serena

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MONTEBELLUNA - Gli Amici del Cuore di Montebelluna e l’associazione Ascm  hanno donato 7.000 euro ad una ricercatrice – biologa di origini montebellunesi, Elena Serena. E’ una cifra che interviene a sostenere una ricerca che ha come obiettivo la creazione di tessuti che guariscono il cuore senza prelievi da vivo o da morto, ma grazie alla ricerca in laboratorio.

Alla consegna dell’assegno c’erano Miranda Tiberio per gli Amici del Cuore ed il dottor Riccardo Buchberger per l’Ascm, i due presidenti, accompagnati dai rispettivi staff, con il vicepresidente Giovanni Negro e  Galliano Mezzalira degli “Amici del cuore”, ed il segretario Lino Faganello dell’Ascm.

Elena Serena si è specializzata nello studio delle cellule staminali dei muscoli e in particolare in quello  cardiaco.

 

Così ha illustrato il suo lavoro: “Porto avanti la mia ricerca in due ambiti professionali: universitario, presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Padova; e  privato: alla Fondazione per la ricerca biomedica Avanzata ONLUS. Il gruppo in cui lavoro (BioERA, coordinato dal Prof. Elvassore Nicola) è composto da ingegneri chimici e biotecnologi/biologi. Siamo uno dei pochissimi laboratori ad avere figure professionali così diverse all'interno. Il nostro modo di lavorare si discosta della classica ricerca in campo medico/biologico proprio per questo.  Lo scopo del nostro gruppo infatti è progettare e sviluppare microtecnologie innovative per il controllo spazio-temporale dell'organizzazione delle cellule in 3 dimensioni. Il nostro scopo è capire come specifiche caratteristiche biochimico-biomeccaniche dell'ambiente cellulare influenzino le funzioni cellulari ed il differenziamento verso specifici tessuti umani (soprattutto cuore, muscolo scheletrico e fegato).

Ricostruiamo in laboratorio dei micro tessuti umani, partendo da cellule staminali pluripotenti indotte: cellule della pelle o estratte da campioni di urina fatte regredire allo stadio embrionale, dalle quali possiamo poi ottenere tutti i itipi cellulari che compongono il nostro corpo. Quindi possiamo sviluppare tessuti specifici di un paziente o di un individuo. Sviluppiamo tessuti umani sia sani che malati, per esempio affetti da distrofia muscolare di duchenne, per capire quali sono i meccanismi della malattia, ma anche per potervi testare nuovi farmaci e terapie”.

 

 “Attualmente – ha concluso - sto studiando un nuovo metodo per ottenere, da staminali umane, cellule del cuore che possano essere usate direttamente in clinica (per esempio, eliminando tutti i reagenti/sostanze derivate da animali) per curare i cuori malati affetti da distrofia muscolare o aritmia”.

 

(Nella foto la consegna dell'assegno ad Elena Serena)

 

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