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16 giugno 2019

Esteri

Theresa May si dimette

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"Mi dimetterò come leader del Partito conservatore il 7 giugno". Da Downing street la premier Theresa May ha annunciato le sue dimissioni, anticipando che il processo per la scelta del suo successore inizierà la settimana successiva.

Per lei "resterà sempre fonte di profondo rammarico" il fatto "di non aver potuto attuare la Brexit". "Ho fatto del mio meglio" per riuscirci, ha sottolineato. Toccherà "al mio successore" guidare verso l'attuazione della Brexit, ha detto ancora May nel suo discorso. E per farlo "dovrà cercare consenso in Parlamento", ha detto ancora la leader conservatrice. "Ho negoziato i termini della nostra uscita", ha aggiunto la premier. "Ho fatto quanto in mio potere per convincere i parlamentari a sostenere l'accordo. Purtroppo non ci sono riusciita". Tuttavia May si è detta "orgogliosa dei progressi che abbiamo fatto negli ultimi anni. Abbiamo aiutato più persone che mai ad assicurarsi un lavoro. Stiamo costruendo più case ed aiutando chi compra casa per la prima volta così che anche i giovani possano avere le opportunità che hanno avuto i loro genitori. E stiamo tutelando l'ambiente, eliminando i rifiuti di plastica, affrontando i cambiamenti climatici e migliorando la qualità dell'aria. Questo è ciò che un governo conservatore moderato e patriottico può raggiungere, anche mentre affrontiamo la più grande sfida in tempo di pace che qualsiasi governo abbia mai affrontato". "Lascio l'incarico che è stato l'onore della mia vita, la seconda donna premier, ma certamente non l'ultima", ha concluso il suo discorso, senza nascondere l'emozione, con un riferimento ideale a Margaret Thatcher, la dama di ferro dei tories dal 1979 al 1990. "La nostra politica potrà essere in difficoltà, ma c'è così tanto di buono in questo Paese, così tanto di cui essere orgogliosa", ha detto ancora. E si è visibilmente commossa esprimendo "enorme gratitudine per aver potuto servire il Paese che amo".

"Una dichiarazione molto dignitosa da Theresa May. Grazie per il suo stoico servizio al nostro Paese ed al Partito conservatore. Adesso è il momento di seguire le sue sollecitazioni: mettiamoci insieme e attuiamo la Brexit", scrive su Twitter l'ex ministro degli Esteri Boris Johnson, fautore di una 'hard Brexit' e indicato come uno dei possibili successori della May, dopo l'annuncio delle dimissioni della premier. Theresa May "ha fatto bene a dimettersi", la premier "ha ora accettato quello che il Paese sapeva da mesi: che non può governare e neanche (guidare) il suo partito diviso e disintegrato", ha commentato il leader laburista britannico Jeremy Corbyn in una nota, nella quale chiede la convocazione di elezioni anticipate.

Ue - Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker "ha seguito l'annuncio di Theresa May stamani, senza rallegrarsi personalmente. Gli piaceva molto lavorare con il primo ministro May", che considera "una donna di coraggio, per la quale ha molto rispetto. Rispetterà nello stesso modo e stabilirà relazioni di lavoro con il prossimo primo ministro, chiunque sia, senza smettere di parlare con Theresa May. La nostra posizione sull'accordo di ritiro non cambia". Lo dice la vice portavoce capo della Commissione Mina Andreeva, a Bruxelles durante il briefing con la stampa.

"Restiamo a disposizione - continua - di chiunque sarà il prossimo primo ministro. Siamo pronti a qualunque scenario, ma naturalmente la nostra preferenza per la Brexit è per un ritiro ordinato sulla base dell'accordo di ritiro che è stato negoziato con il Regno Unito". Riguardo ai problemi che hanno avuto centinaia di cittadini Ue residenti Oltremanica a votare ieri per le elezioni europee, la portavoce ha ricordato che è dovere degli Stati nazionali, in base al diritto Ue, assicurare che i cittadini di altri Paesi Ue residenti nei rispettivi territori possano esercitare il loro diritto al voto, ma ha anche spiegato che le procedure di infrazione riguardano solo "problemi sistemici". Pertanto, ha concluso, la Commissione indagherà su quanto accaduto, producendo un rapporto contenente "le lezioni da trarre" da quanto successo.

 

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