18 luglio 2019

Vittorio Veneto

Torna sulla lapide del fratello alpino giustiziato dai partigiani. A 87 anni la restaura

Marino Garbuio risponde all'appello di Bastanzetti circa il degrado cui versava la lapide

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VITTORIO VENETO - E’ tornato sulla lapide dov’è sepolto il fratello, per rimediare all’incuria in cui era stata lasciata. Marino Garbuio ha 87 anni, ed è stato l’unico – insieme al figlio – a rispondere all’appello di Michele Bastanzetti del Sac, che nelle scorse settimane aveva segnalato il degrado in cui versava la lapide.

 

Bastanzetti, tenente degli Alpini in congedo, aveva scritto al primo cittadino Roberto Tonon e al presidente dell’Ana Francesco Introvigne: si tratta della lapide dei 17 giovanissimi alpini del Battaglione Cadore, divisione Monte Rosa, giustiziati dai partigiani della 5a Brigata Garibaldina in provincia di Savona, nel novembre del 1944. Tra questi ci sono il sottotenente Mario Da Re e il soldato Gino De Biasi, entrambi di Vittorio Veneto.

 

Garbuio si è recato martedì al cimitero di Ceneda, insieme al figlio e ad un pittore, e ha seguito il primo intervento sul manufatto: sono stati “ripassati” i nomi – prima illeggibili - ed è stata data una sistemata alla parete di fondo.

Marino Garbuio e il figlio

 

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